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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/12/2014  -  stampato il 07/12/2016


Santi Consolo nuovo Capo DAP: "possibile svolta", la soddisfazione del SAPPE

“La nomina del magistrato Santi Consolo a Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è una notizia positiva, che potrebbe dare una svolta all’impantanamento nelle quali si trovano le politiche penitenziarie. E’ persona preparata, concreta e realista, che con l’esperienza di vice Capo Dipartimento ha già dimestichezza con questi temi. Mi auguro si renda conto come non possa essere la vigilanza dinamica la soluzione all’invivibilità della vita nelle celle (e quindi al miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria)  ma si debba lavorare per introdurre l’obbligatorietà del lavoro dei reclusi”.

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, in questi giorni in visita nelle carceri del Friuli Venezia Giulia.

Capece sottolinea che “i quasi 10mila detenuti in meno in un anno (erano 64.323 il 31 ottobre 2013, sono ora 54.207) sono indubbiamente il frutto delle molte leggi chiamate “svuota carceri” entrate in vigore negli ultimi anni. Ma il merito per essere riusciti a distribuire i detenuti d’Italia in modo da allocarli nelle camere detentive, con almeno tre metri quadrati di spazio vivibile per ciascuna persona detenuta, va attribuito solo alle donne a agli uomini della Polizia Penitenziaria che, negli ultimi mesi, sono stati chiamati dal DAP a sopperire alle gravi lacune di capacità gestionali dei nostri Dirigenti dell’amministrazione penitenziaria. In tutti questi anni il DAP non è stato in grado di mettere in piedi un sistema informativo che consentisse di avere l’esatto monitoraggio di ogni singola cella degli Istituti penitenziari della Repubblica.

Il DAP festeggia per aver saputo contare le celle disponibili: altre promozioni per meriti eccezionali in arrivo?

Né la Direzione Generale dei detenuti e trattamento, né la Sala Situazioni, né l’Ufficio per lo sviluppo e la gestione del Sistema informativo automatizzato, avevano fino ad ora chiara la situazione di quante e quali fossero le camere detentive a disposizione dell’Amministrazione penitenziaria. E quel che ci è mancato negli ultimi anni è un Capo Dipartimento, che è anche Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria, vicino ai suoi uomini e alle sue donne, impegnati ogni giorno nella prima linea delle sezioni detentive. E’ quel che diremo al nuovo Capo Dipartimento Santi Consoli, che auspichiamo di incontrare presto per una costruttiva collaborazione che permetta di migliorare le condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria”.

Capece torna a sollecitare riforme strutturali per il sistema penitenziario del Paese e sottolinea che “se si rimuovessero gli ''sbarramenti'' che impediscono l'accesso alle misure alternative al carcere e si incentivassero gli interventi per il reinserimento sociale; se si introducesse l’obbligo del lavoro dei detenuti, anche in progetti di recupero ambientale del territorio italiano; se si procedesse a ''bonificare'' l'ordinamento penitenziario dagli automatismi preclusivi e si desse maggiore margine di manovra alla magistratura di sorveglianza, le presenze stabili di detenuti all'interno delle carceri potrebbero scendere di ulteriori 5mila/10mila unità nel giro di un anno. E si avrebbe un calo del flusso annuale di detenuti stimabile tra le 15mila e le 20mila unità, con un consistente aumento delle misure alternative alla detenzione in oltre 10mila casi in un anno. O prevedendo l'espulsione per gli stranieri detenuti in Italia che devono scontare meno di tre anni di carcere. Queste sono le vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena che servono: lavoro in carcere per i detenuti, espulsioni degli stranieri, detenzione in comunità per i tossicodipendenti ed alcooldipendenti che hanno commesso reato in relazione al loro stato di dipendenza.”

Sappe Informa

Santi Consolo è il nuovo Capo del Dap