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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/12/2014  -  stampato il 01/03/2017


Arrestati cinque Poliziotti Penitenziari a Varese e Bollate: accusati di favorire evasioni

I carabinieri della compagnia di Luino in provincia di Varese e personale della Polizia Penitenziaria, polizia di Stato e della guardia di finanza, stanno dando esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso le case circondariali di Varese e Bollate. 

Le forze di polizia stanno eseguendo 9 decreti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica nei confronti di altrettanti appartenenti al corpo della Polizia Penitenziaria, per la procurata evasione, il 21 febbraio 2013, di tre detenuti dal carcere di Varese. La notizia creò molto scalpore, perché la fuga ricordò quella di un copione cinematografico. 

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I tre - tutti romeni - avevano segato le sbarre della finestra della loro cella con una lima, poi - utilizzando le lenzuola annodate - erano riusciti a calarsi dal muro di cinta e a fuggire dal carcere dei Miogni di Varese nel cuore della notte. Uno dei tre era stato rintracciato e arrestato subito dopo in territorio svizzero. Anche il secondo era stato catturato in Svizzera, nascosto in un albergo non lontano da Lugano. Stessa sorte anche per il terzo evaso, rintracciato poco tempo dopo nel Pavese.

Uno dei romeni, Mikea Victor Sorin, 29 anni, stava scontando una condanna definitiva per sfruttamento della prostituzione.
Gli altri due, Daniel Parpalia e Marius Georgie Bunoro, 28 e 23 anni, erano ancora in attesa di giudizio per furto aggravato. Condividevano la stessa cella e insieme avevano pianificato la fuga. Dopo aver segato le sbarre di un bagno adiacente alla stanza avevano raggiunto il cortile, avevano impilato dei cassonetti per salire sul muro di cinta e si erano calati all'esterno utilizzando le lenzuola.

Un piano che, secondo quanto è emerso dalle indagini coordinate dal pm di Varese Annalisa Palomba, sarebbe stato quindi agevolato dalla complicità degli agenti della Polizia Penitenziaria arrestati. In particolare gli agenti avrebbero fatto entrare nel penitenziario la lima utilizzata per segare le sbarre e un telefono cellulare, nascosto nelle parti intime della fidanzata di uno dei tre detenuti.

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