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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/12/2014  -  stampato il 04/12/2016


Carceri per minori "invase" da adulti maggiorenni: tensioni ad Airola e Nisida

Tensione e disordine nei penitenziari minorili di Nisida e Airola per l'arroganza di alcuni detenuti maggiorenni, trasferiti recentemente, per motivi disciplinari, da Istituti di pena per adulti. La denuncia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, che sottolinea come le presenze detentive nei penitenziari per minori era, alla data del 30 novembre scorso, pari ad oltre 920 presenze.

Spiega Donato Capece, segretario generale del Sappe: "A fine novembre e i primi giorni di dicembre si sono verificate situazioni di tensione e pericolo nelle due carceri per minorenni. Da quando sono stati assegnati detenuti adulti, per effetto di una recente legge, questi si comportano con il personale di Polizia e con alcuni minorenni ristretti con prepotenza e arroganza, caratterizzando negativamente la quotidianità penitenziaria.

A Nisida, su una media di 50 detenuti, vi sono 30 maggiorenni mentre ad Airola i maggiorenni sono 20 su 40 presenti. E a livello nazionale, su una popolazione detentiva che ha fatto ingresso negli istituti per minorenni e pari a 923 soggetti, ben 330 sono giovani adulti. Una presenza detentiva che snatura l'istituto stesso della detenzione minorile. È solo grazie all'attenzione e alla professionalità dei Baschi Azzurri che gli eventi critici non hanno una dimensione più grave, ma certo deve fare seriamente riflettere quali e quanti problemi determinano un così alto numero di detenuti adulti in strutture per minorenni".

Il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria indica anche che "tra i reati a carico dei minori entrati negli istituti penali per minorenni vi sono prevalentemente quelli contro il patrimonio (furto, rapina, ricettazione), armi, stupefacenti e contro la persona (lesioni, omicidi volontari ed omicidi tentati)".

Il Sappe ribadisce come sia "impensabile inserire detenuti di venticinque anni nei penitenziari minorili, come è previsto oggi dalla legge, perché è impensabile far convivere negli stessi ambienti carcerari adulti di venticinque anni con bambini di quattordici. Quel che ci vorrebbe è una complessiva riorganizzazione della giustizia minorile, che metta a capo dei Reparti negli Istituti e servizi della Giustizia Minorile i Funzionari Commissari del Corpo di Polizia Penitenziaria. Ma si deve seriamente riflettere se non sia giunta l'ora di sopprimere il Dipartimento della Giustizia Minorile, utile solo a distribuire poltrone dirigenziali, e ricondurre il circuito penitenziario minorile nel suo naturale alveo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, com'era una volta".

Capece sottolinea, in conclusione, le presenze più significative di detenuti in carceri per minori: "Sono 52 a Catania, 50 a Roma, 46 a Nisida, 44 a Milano, 33 ad Airola e 30 a Palermo, per citare i principali. Tra loro, a lavorare con passione, professionalità e capacità operative, spesso senza il riconoscimento sociale che invece meritano, le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria".

Sappe Informa