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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/12/2014  -  stampato il 09/12/2016


Ancora telefonini nel carcere di Padova: il Sappe denuncia le "maglie larghe" della vigilanza dinamica

Nel corso di una perquisizione ordinaria della Polizia Penitenziaria, all'interno del carcere Due Palazzi di Padova, gli agenti hanno rinvenuto diversi oggetti "non consentiti" occultati all'interno di un televisore. Un telefono cellulare, una chiavetta usb per navigare in internet perfettamente funzionante e una siringa. È quanto ha trovato la Polizia Penitenziaria nel corso di una perquisizione nelle celle della casa di reclusione di Padova. Gli oggetti, abilmente occultati all'interno di un televisore, sono stati rinvenuti venerdì scorso.

A darne notizia è il segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece. I detenuti responsabili di avere nascosto oggetti non consentiti sono di origine italiana, e fanno parte di un circuito speciale riservato solo ai cosiddetti detenuti modello e, per ciò, inseriti in attività lavorativa a tempo pieno e a tempo indeterminato.

"Verrebbe da dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio - commenta il leader dei Baschi Azzurri del Sappe - è un episodio inquietante, essendo stata di recente la casa di reclusione patavina coinvolta in gravi episodi di cronaca. E dimostra quali e quanti problemi determina la vigilanza dinamica introdotta dal Dap, che attenua condizioni di vigilanza e, quindi, di sicurezza. Non a caso - continua - nel recente passato, sono stati tantissimi i telefonini trovati in varie prigioni: Torino, Genova, Cremona, la stessa Padova".

"Tali situazioni dovrebbero far riflettere la nostra amministrazione circa la vulnerabilità del nostro sistema penitenziario - continua - eppure, poco o nulla viene fatto dal Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che invece attenua la sicurezza in carcere proprio attraverso la vigilanza attenuata. Basterebbe invece pensare ad alcune soluzioni rapide ed efficaci, come la possibilità di schermare gli istituti penitenziari per neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e la possibilità di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari".

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