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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/12/2014  -  stampato il 09/12/2016


Agente penitenziario a processo: faceva acquisti con carta di credito clonata, 20mila euro in due giorni

Insospettabile e dai modi affabili e gentili. Si chiama Igor Monica, ha 25 anni ed è un agente della Polizia Penitenziaria in servizio al Coroneo. È finito nei guai per avere utilizzato assieme al fratello Salvatore, 31 anni, due carte di credito clonate. Carde che secondo gli investigatori della squadra mobile erano state realizzate dai fratelli Monica “catturandone” i codici su internet. Il pm Pietro Montrone, il magistrato titolare delle indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio per i due: sono accusati di utilizzo illecito di documenti di credito. Rischiano una condanna fino a 5 anni. A difenderli è l’avvocato Marco Mizzon.

A tradire i fratelli Monica è stata la frenesia dello shopping. In due giorni Igor e Salvatore hanno comprato gioielli e videogiochi per quasi 20mila euro in negozi di Trieste, Gradisca e Ronchi dei Legionari. Sono “scivolati” alla gioielleria Borgia di Ronchi dei Legionari lo scorso 18 marzo. In pochi minuti, secondo gli accertamenti, hanno fatti acquisti utilizzando una Carta Sì fasulla per 1500 euro. Tre transazioni da 500 euro l’una, che sono state rifiutate dal sistema. I due, a quanto appreso, hanno insistito nel tentare il pagamento. Ma il titolare del negozio si è insospettito e ha chiamato la polizia. Agli agenti della Volante di Monfalcone ha detto: «Sono un collega agente della penitenziaria». Ma l’abboccamento non è riuscito. Sono scattati accertamenti sugli shopping tour dei due fratelli da Trieste a Gradisca. Gli agenti hanno incrociato le denunce dei commercianti con le immagini registrate dalle telecamere. Poi è scattata la perquisizione. I poliziotti sono andati anche in carcere a ispezionare l’armadietto dell’agente; e nell’alloggio e a casa del fratello a Fogliano.

La lista indica il primo “acquisto” dei due con una American Express alla gioielleria Stroili di via San Nicolò effettuato il 17 marzo per l’importo di 973 euro. Stesso giorno, stessa carta e stesso negozio: altri tre acquisti per oltre 1500 euro.

La carta clonata poi ricompare - sempre il 17 marzo - nel negozio “Eb games” alle Torri d’Europa. Il giorno seguente, secondo la ricostruzione degli investigatori della Mobile, i fratelli Monica hanno dato il massimo. Sono partiti dalla gioielleria “Pomod’oro” di Sistiana (1300 euro) per poi puntare al negozio di Renzo Girometta a Gradisca dove hanno effettuato quattro acquisti per quasi 7mila euro servendosi della stessa carta American Express. Poi, dopo aver cambiato la carta con una Carta Sì, una puntatina da Borgia a Ronchi dei Legionari (spesa 500 euro), due soste al negozio Swarovski per circa 2mila euro. Il tour è proseguito nel negozio di Silvano Osso a Palmanova (spesa 2400 euro) e infine da Borgia a Ronchi dove la carta si è bloccata facendo insospettire il titolare.

In questi ultimi tempi si stanno moltiplicando i casi di cittadini che scoprono che la propria carta di credito e il proprio bancomat sono stati usati da ignoti che riescono così a sottrarre denaro, in qualche caso anche in quantità consistente, dai conti correnti. La polizia consiglia di verificare periodicamente i movimenti dei propri conti correnti facendo attenzione, in caso di prelievi con bancomat, a coprire sempre la tastiera quando si digita il codice segreto e quando si effettuano pagamenti con il servizio Pos. Se si ha anche solo un semplice sospetto che la propria carta di credito possa essere stata clonata, bloccarla immediatamente. Perché gli accertamenti e le indagini della polizia possano poi avere successo è importante che i cittadini danneggiati, prima di sporgere denuncia, acquisiscano la lista delle ultime operazioni effettuate e indichino possibilmente i negozi dove hanno fatto gli ultimi acquisti che sono stati pagati utilizzando la carta di credito o il bancomat. La soluzione migliore, secondo la Questura, sarebbe quella di utilizzare per le operazioni quotidiane e ancor più per gli acquisti fatti via Internet carte ricaricabili, così da evitare furti di somme particolarmente rilevanti in caso di clonazione.

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