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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/12/2014  -  stampato il 07/12/2016


Lecce, droga nella sala ricreativa del carcere: indagati due detenuti

Un pezzo di carta sequestrato in carcere. Contenente con ogni probabilità pochi grammi di hashish. Questa volta custodito da due detenuti: Luigi Russano, 23enne leccese e Francesco Piconese, 27, di Arnesano. I loro nomi sono stati iscritti sul registro degli indagati con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. E nelle scorse ore il pubblico ministero Giuseppe Capoccia, titolare del fascicolo d’indagine, ha conferito l’incarico alla tossicologa Giacoma Mongelli di accertare la quantità di droga sequestrata. I due indagati non hanno nominato un proprio consulente.

Il ritrovamento della sostanza venne effettuato dalla Polizia Penitenziaria all’interno della sala ricreativa di Borgo “San Nicola” il 21 novembre scorso. Un pacco di carta gettato per terra venne sequestrato contenente con ogni probabilità hashish e che, secondo le indagini, era nella disponibilità dei due giovani.

Russano e Piconese sono due volti noti alle forze dell’ordine. Il primo, difeso dall’avvocato Maria Cristina Brindisino, si trova attualmente ai domiciliari. Ma il suo nome si incrocia con recenti operazioni di polizia. Nel maggio di due anni fa venne coinvolto nell’operazione “Valle della Cupa” e in quella più recente “Coffe Drug”. Lo stesso Russano, nell’ottobre scorso, si rese protagonista di un lungo inseguimento con le forze dell’ordine per le vie di Lecce concluso con il suo arresto.

Anche il nome di Piconese è noto alle cronache. Ad ottobre finì in manette con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Gli agenti della Squadra mobile stavano effettuando una serie di perquisizioni per una rapina consumata alcune ore prima in una tabaccheria di Lecce. Nella camera da letto dell’abitazione del 27enne gli agenti trovarono circa centro trenta grammi di eroina e per il giovane si aprirono le porte del carcere. Piconese è difeso dagli avvocati Sara Candido e Giuseppe De Luca. In una recente inchiesta già pubblicata è indagato un assistente capo della Polizia Penitenziaria.

 

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