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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/12/2014  -  stampato il 03/12/2016


Vigilanza dinamica come un colabrodo: a Padova sequestrati telefoni, punteruolo e grappa artigianale

Telefoni cellulari, punteruoli e grappa artigianale: è quanto ha trovato la Polizia Penitenziaria nel corso di una perquisizione nella sezione detentiva della Casa di Reclusione di Padova, ad una settimana da una analoga perquisizione dei Baschi Azzurri che aveva portato alla scoperta di altri cellulari e di una chiavetta Usb per navigare in internet.

A darne notizia è il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece. Venerdì scorso, rileva Capece, «non più in cella ma in ambienti (ex ufficio agenti all'interno della sezione) comunque di libero accesso a qualsiasi detenuto all'interno della sezione detentiva a regime aperto, sono stati trovati due cellulari e un tubo modificato a forma di punteruolo.

Difficile capire adesso chi siamo gli autori di tale occultamento di oggetti non consentiti. Nella stessa occasione, sono stati trovati diversi litri di grappa artigianale, prodotta sempre da detenuti. evidente ormai che in un contesto di detenzione a vigilanza dinamica la sicurezza non esiste più ed è altrettanto palese che determinati detenuti possono, con l'ausilio di telefono cellulare, godere di appoggio esterno e questo preoccupa moltissimo il personale di Polizia anche nell'ipotesi di eventuale trasferimento (traduzione) di detenuti di un certo calibro».

Il Sappe punta il dito contro il sistema della «vigilanza dinamica» e del regime penitenziario «aperto» che è in atto nella Casa di Reclusione di Padova.

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Ancora telefonini nel carcere di Padova: il Sappe denuncia le "maglie larghe" della vigilanza dinamica