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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/01/2015  -  stampato il 09/12/2016


Foto dal carcere su profilo Facebook: DAP francese beffato da detenuti

Con un mazzo di banconote in mano sulla branda di una cella. Al telefono. Con l’hashish sul tavolo. Mentre giocano a poker come a Las Vegas. A torso nudo in pose da machi. I galeotti si fanno i selfie, come studenti di un qualunque liceo. E li postano su Facebook. Accade in Francia, a Marsiglia, dove alcuni detenuti del carcere de Les Baumettes hanno aperto un profilo social raccontando la loro vita quotidiana che appare tutt'altro che dura.

Smartphone e regolamento

L'amministrazione penitenziaria francese ha aperto un'inchiesta sulla vicenda e la pagina Facebook, che si chiamava Mdr o Baumettes e aveva già raccolto 4.800 like, è stata chiusa (anche se ne esiste un nuova "versione"). «Il profilo è stato aperto da un detenuto appena rilasciato», ha spiegato una guardia a Le Figaro. «Ma le immagini postate sono state realizzate in carcere, non c'è dubbio. Anche perché molti detenuti hanno il telefono». Il che costituisce una violazione del regolamento penitenziario francese che, come spiegato qui, vieta espressamente il possesso degli smartphone. Una violazione che gli espoenti sindacali dei Poliziotti giustificano con la mancanza di personale: «Siamo uno ogni 150 detenuti, troppo pochi per poterli controllare tutti».

Cosa succede negli altri paesi e le comunicazioni con l'esterno

Mentre si discute sulle cause di questa violazione, la direzione del carcere ha identificato tutti i prigionieri immortalati ma non è chiaro se saranno puniti per la violazione del regolamento anche perché si temono rivolte. La vicenda, sollevata dal giornale La Provence di Marsiglia, ha sollevato un grande dibattito in Francia sulle condizioni dei detenuti. Dalle immagini sembra infatti che chi è in carcere sia libero di fare ciò che vuole, dal gioco d'azzardo passando per la droga, fino all'uso del telefono per comunicare con l'esterno. «La prigione delle Baumettes è diventata un centro vacanza», scrive il deputato marsigliese Eric Ciotti su Twitter. In realtà, secondo i dati ufficiali del ministero della Giustizia francese, il carcere è stato costruito per la detenzione di 1.373 persone su una superficie di oltre 30 mila metri quadri. Ma, come succede anche in Italia, la struttura in realtà è sovraffollata e a fine 2012 i prigionieri erano 1769 con celle di nove metri quadrati per 3 detenuti.

Inoltre negli Usa e in Gran Bretagna si discute da tempo se sia lecito o meno consentire ai prigionieri l'uso dei social network, proprio come viene permesso fare telefonate di tanto in tanto. E non è la prima volta che i detenuti vengono pizzicati a comunicare con l'esterno. Una situazione simile a quella de Les Baumettes si è verificata qualche anno fa in un carcere di massima sicurezza britannico, dove un uomo minacciava attraverso i social i componenti di una banda rivale. Già, perché al di là del dibattito sul diritto dei detenuti a un uso di internet controllato o meno, resta il fatto che introdurre telefoni fra le sbarre è davvero facile e non sono mancati episodi di detenuti che hanno molestato attraverso i social le loro vittime che li avevano denunciati.

corriere.it

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