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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/01/2015  -  stampato il 11/12/2016


Detenuto evade da Sollicciano scavalcando il muro di cinta: catturato dopo un’’ora in un cimitero dalla Polizia Penitenziaria

E' evaso dal carcere di Sollicciano scavalcando il muro di cinta. Ma un'ora dopo, è stato catturato dagli agenti. Protagonista un detenuto di origine marocchina di 30 anni  scappato dal carcere fiorentino oggi alle 13,10. Rintracciato e bloccato  dagli agenti di Polizia Penitenziaria nei pressi del cimitero di Ugnano. Alle ricerche hanno partecipato anche carabinieri e polizia.

 L'uomo è stato visto scappare dall'agente addetto alla vigilanza del muro di cinta, che ha subito dato l'allarme. Era detenuto in attesa di giudizio nel carcere di Sollicciano dal 18 dicembre scorso, per i reati di spaccio di droga, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.
"Si vuole cercare di per far rientrare i detenuti nelle loro stanze solo per dormire, lasciando ad alcune telecamere il controllo della situazione", ha detto il segretario generale del Sappe, Donato Capece, commentando l'episodio.

Ma il Sappe "si batte da tempo contro questa improvvida soluzione", poichè "lasciando le sezioni detentive all'autogestione dei detenuti, si potrebbero ricostituire quei rapporti di gerarchia tra detenuti per cui i più potenti e forti potrebbero spadroneggiare sui più deboli e determinare situazioni di tensione ed eventi critici, come l'evasione di oggi conferma".

Inoltre, ha precisato ancora il segretario del Sappe, "si sta ignorando l'articolo 387 del codice penale per il quale potrebbe essere comunque l'agente, anche se esiliato davanti a un monitor, a rispondere penalmente di qualsiasi cosa accada".

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