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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/01/2015  -  stampato il 05/12/2016


Caso Cucchi, indagate sui Carabinieri: lo chiedono le motivazioni della sentenza d’’appello

Stefano Cucchi "è stato picchiato". Ma resta ancora da indagare su chi furono gli autori del pestaggio. A ripetere questo concetto sono i giudici della corte d'assise d'appello nelle motivazioni della sentenza con la quale il 31 ottobre scorso hanno assolto i tre agenti penitenziari, i sei medici e i tre infermieri indagati per la morte del geometra romano, arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e deceduto una settimana dopo nell'ospedale Sandro Pertini, da tutte le accuse, ribaltando la sentenza di primo grado che condannava i camici bianchi per omicidio colposo. 

Gli atti vanno dunque trasmessi al pm per nuove indagini perché ''valuti la possibilità di svolgere ulteriori indagini al fine di accertare eventuali responsabilità di persone diverse'' dai poliziotti della penitenziaria già giudicati. Nelle 67 pagine della Corte d'Assise d'Appello di Roma i giudici riportano lo svolgimento del processo e ribadiscono che, se da una parte non sono chiare le cause della morte, dall'altra va chiarito il ruolo di chi, a cominciare dai carabinieri, ha avuto in custodia Cucchi nella fase successiva alla perquisizione domiciliare.

Per il collegio, presieduto da Mario Lucio D'Andria, "le lesioni subite dal Cucchi debbono essere necessariamente collegate a un'azione di percosse; e comunque da un'azione volontaria, che può essere consistita anche in una semplice spinta, che abbia provocato la caduta a terra, con impatto sia del coccige che della testa contro una parete o contro il pavimento". E ''non può essere definita una 'astratta congettura' l'ipotesi prospettata in primo grado, secondo cui l'azione violenta sarebbe stata commessa dai carabinieri che lo hanno avuto in custodia nella fase successiva alla perquisizione domiciliare''. 

L'ipotesi si fonda su testimonianze secondo cui "già prima di arrivare in tribunale Cucchi aveva segni e disturbi che facevano pensare a un fatto traumatico avvenuto nel corso della notte".

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