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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/01/2015  -  stampato il 05/12/2016


OPG di Montelupo Fiorentino, nessuna certezza sulla chiusura e quindi 170mila euro di impianto antifumo

Il direttore: nessuna comunicazione sulla chiusura. La villa dell'Ambrogiana di Montelupo vive ancora nel limbo della chiusura dell'Opg, tra proroghe e interrogativi. Direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario da quattro anni è Antonella Tuoni, bionda, occhi azzurri, cinquantenne.

"Chiusura? Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale - esordisce. Addirittura, sono in via di conclusione lavori importanti: sarà la prima struttura carceraria in Italia con un impianto di aspirazione del fumo da sigarette, un progetto costato 170 mila euro.

Le cose sono molto cambiate dall'ispezione della Commissione del Senato nel 2010 presieduta da Ignazio Marino. Dal punto di vista strutturale, oggi l'Opg di Montelupo è il miglior carcere della Toscana. Inoltre, sull'ala che finì sotto accusa nel 2010, oggi chiusa, c'è un progetto di ristrutturazione fermato dal continuo rimandare il superamento dell'Opg".

E potrebbe arrivare un ennesimo slittamento della chiusura, ben oltre la data del 31 marzo: "Entro un mese sapremo se ci sarà bisogno di un'altra proroga - spiega l'assessore regionale alla salute, Luigi Marroni - Stiamo trovando ostacoli all'accoglienza sul territorio dei malati". "A parte le dichiarazioni di Enrico Rossi il 15 dicembre alla tavola rotonda organizzata dal Comune di Montelupo, e la legge del 2008 - ribadisce Tuoni - noi non abbiamo direttive.

Qui tutto continua ad andare avanti: abbiamo fatto gli ordini per il magazzino e rinnovato per altri 9 anni la convenzione per la rivendita tabacchi". La legge del 2008 vuole che nel piano di superamento sia inclusa la futura destinazione d'uso delle strutture.

Nel caso di Montelupo, si era parlato di un albergo di lusso nella villa delle quattro torri, e uno spazio a disposizione della cittadinanza nell'attuale manicomio. "Ma quale albergo di lusso - dice Tuoni. La struttura deve restare carceraria, ma non più ospedale psichiatrico. La villa potrebbe essere il primo esempio virtuoso di vero reinserimento in società per detenuti lavoratori a fine pena in regime di semi sorveglianza.

La Cassa ammende del ministero della Giustizia finanzia progetti lavorativi. I detenuti potrebbero essere impiegati per le visite guidate, nella manutenzione, nelle pulizie, nei punti di ristoro". Nello scenario prefigurato dalla dottoressa Tuoni, anche le detenute del carcere di Empoli. "Dovevano essere trasferite nell'ala ristrutturata dell'Ambrogiana e i pazienti più gravi dell'Opg a Empoli. Non se n'è più fatto niente".

Resta in sospeso anche il problema degli internati non toscani: "Le altre quattro regioni che si servono dell'Opg di Montelupo (Emilia, Liguria, Umbria e Sardegna) sono molto indietro. Dovrebbero accogliere i loro pazienti sul territorio, ma non hanno le strutture. Nei prossimi giorni arriveranno qui i loro delegati per studiare un piano".

Corriere Fiorentino