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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/01/2015  -  stampato il 09/12/2016


Agente rubava soldi dalle lettere ai detenuti: condannato a 3 anni e nove mesi per peculato

Non si è mai interessato del processo a suo carico, e anche stamattina M.C, agente della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Saluzzo, non era presente in aula quando il tribunale collegiale di Cuneo lo ha condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione per peculato.

I fatti contestati si riferivano al 2012, quando alcuni detenuti si erano lamentati perché non avevano ricevuto delle lettere che stavano aspettando da famigliari ed amici, alcune delle quali contenenti denaro contante. Il comandante del carcere aveva dato inizio agli accertamenti interni: “Nell'ufficio del casellario gli agenti addetti iniziarono a fotocopiare tutte le buste della corrispondenza in arrivo e a controllare in trasparenza con l'aiuto della luce di una lampada quali di quelle contenessero denaro in contante. Quindi sulle fotocopie si annotava il loro contenuto, e si monitoravano attentamente . Erano proprio queste con i soldi che sparivano”.

Per il pm Cristina Bianconi, che aveva chiesto una condanna più pesante, 4 anni e 6 mesi, “un comportamento particolarmente grave” da parte l'imputato, un capo posto, che approfittava della sua posizione gerarchica per intercettare la corrispondenza che arrivava dal casellario. La esaminava per poter trattenere le lettere quelle “interessanti”, prima di riconsegnarle agli agenti che le distribuivano ai destinatari.

I colleghi lo avevano sorpreso mentre gettava nel water “una lettera stracciata, riconosciuta da un detenuto:era stata scritta dal fratello, faceva riferimento a 25 euro, mai arrivati”. Il giorno successivo il capo posto aveva buttato nella spazzatura un sacchetto contente quello che restava di alcune lettere a detenuti e di altri agenti.

Non si sa di quanto denaro M.C. si sia appropriato nel complesso. I detenuti, alcuni dei quali si sono costituiti parte civile e hanno chiesto tramite il loro avvocato una provvisionale di mille euro ciascuno, non hanno saputo essere precisi, anche se hanno confermato che ricevevano periodicamente soldi da parte di famigliari e amici per far fronte a piccole spese del carcere.

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