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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/01/2015  -  stampato il 07/12/2016


Vilipendio al Profeta Maometto e lesioni: due Poliziotti penitenziari condannati in primo grado

Le motivazioni della sentenza sono durissime. Il giudice Giulio Corato parla di «vilipendio al Profeta della religione islamica», di violazione dei diritti costituzionali e non concede le attenuanti generiche ai due agenti di Polizia Penitenziaria del carcere di Quarto condannati a dicembre per lesioni gravi e violenza privata ai danni di un detenuto di fede islamica, Mohammed Carlos Gola, 29 anni, ora residente a Portacomaro. Per il sovrintendente C. R., 50 anni, era stata disposta una pena di 2 anni e 8 mesi e per l’assistente N. S. 2 anni e 2 mesi.  

I fatti  

Le dichiarazioni di Gola sono compatibili con le lesioni riscontrate da quattro medici in servizio a Quarto e dallo specialista di medicina legale Gianluca Novellone, incaricato dal difensore del detenuto, l’avvocato Guido Cardello. Gola nel maggio 2010 aveva raccontato il pestaggio a Cardello. R. nell’infermeria del penitenziario avrebbe insultato il giovane dicendo «il vostro Profeta puzzava e ci puzzava anche quella c... di barba», dopo aver pronunciato frasi denigratorie sulla barba portata da Gola. 

Il recluso avrebbe reagito tirando un calcio a una scrivania. Una reazione definita dal giudice «giustamente scomposta» perché proporzionata all’offesa. A quel punto sarebbe scattato il pestaggio, con R. e S. che tagliano anche una ciocca di barba alla vittima per umiliarla. Mancano invece i riscontri su una sorta di tentativo di impiccagione denunciato da Gola, e su questo punto è stata disposta l’assoluzione. 

La sentenza  

Gli imputati sono incensurati, ma per il giudice non meritano le attenuanti generiche e anzi la procura ha ragione nel contestare l’aggravante dei «futili motivi». R. e S., secondo il magistrato hanno violato i diritti costituzionali del detenuto Gola. 

La difesa  

«Gola non è credibile, la sua versione è inverosimile. Racconta un sacco di frottole. Faremo appello» indica l’avvocato Maurizio La Matina, legale dell’assistente S.. I due agenti sono ancora in servizio. «Devono pagare un risarcimento di 10 mila euro, su questo punto la sentenza è già esecutiva. Ora mettano mano al portafogli» dice invece l’avvocato Cardello.

lastampa.it

 

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