www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/01/2015  -  stampato il 09/12/2016


Carte di credito clonate: patteggia un anno e nove mesi il Poliziotto penitenziario arrestato insieme al fratello

Si sono proclamati davanti al giudice «mortificati». Non prima di aver restituito tutto alle loro vittime.

Alla fine i fratelli Igor e Salvatore Monaca, siciliani di 28 e 32 anni, il primo di professione poliziotto penitenziario al Coroneo e il secondo residente nell’Isontino, nei guai nel 2014 per aver fatto shopping con carte di credito clonate in diverse gioiellerie triestine e regionali per quasi 20.000 euro, hanno patteggiato rispettivamente un anno e nove mesi e un anno e mezzo, entrambi con la condizionale.

La pena è stata concordata l’altro giorno, davanti al gup Luigi Dainotti, dal loro avvocato di fiducia, Marco Mizzon del foro di Gorizia, e dal pubblico ministero Pietro Montrone, che aveva contestato loro l’utilizzo illecito di documenti di credito in concorso.

Si chiude così la brutta storia dell’insospettabile agente penitenziario che, con suo fratello, in due giorni, a metà marzo 2014, aveva fatto spese su spese con alcune carte di credito clonate di cui, secondo le indagini della Squadra mobile, erano riusciti a “catturare” i codici su internet.

Ventitre le transazioni posticce, “catalogate” sotto il capo d’accusa, nelle quali erano rimaste coinvolte cinque gioiellerie (“Stroili” di via San Nicolò, “Pomod’oro” di Sistiana, “Gerometta” di Gradisca, “Osso” di Palmanova e “Borgia” di Ronchi) più il negozio di Swarowski e quello di videogames (“Eb Games”) alle Torri d’Europa, dove avevano strisciato un acquisto da quasi 650 euro.

Tutto per loro era filato liscio finché, proprio alla gioielleria “Borgia” di Ronchi, il sistema aveva rifiutato il pagamento.

Il titolare del negozio si era insospettito e aveva chiamato la polizia. Ai poliziotti della Volante di Monfalcone uno dei due, appunto, aveva detto: «Sono un collega della penitenziaria». Quella frase non gli aveva evitato che scattassero i controlli. Dai quali erano emerse, come detto, varie strisciate, tutte concentrate in due giornate. Dodici erano state tentate, ed erano dunque inizialmente “riuscite”, con due American Express “replicate”, per acquisti dai 400 ai 2.500 euro. Le altre portavano il marchio, fasullo a loro volta, di CartaSì.

ilpiccolo.gelocal.it

Agente penitenziario a processo: faceva acquisti con carta di credito clonata, 20mila euro in due giorni