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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/01/2015  -  stampato il 07/12/2016


SAPPE, Poliziotti penitenziari non sono "carne da macello": tutela per i colleghi e sospensione della sorveglianza dinamica

"I numeri dei detenuti in Italia sarà pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti si verificano costantemente, con poliziotti feriti e celle devastate. Il ministro della giustizia Orlando ed il Capo dell'amministrazione penitenziaria Consolo adottino con tempestività urgenti provvedimenti, a cominciare dalla sospensione della vigilanza dinamica delle sezioni detentive, provvedimento che ha favorito e favorisce questa ignobile e ingiustificata violenza facendo stare i detenuti fuori delle celle a non fare nulla tutto il giorno".

Così Donato Capece, segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria, Sappe, commentando i gravi fatti di violenza accaduti in diversi carceri italiani nelle ultime ore. "Non si è ancora spento l'eco dei gravi episodi accaduti nel carcere di Padova, dove alcuni poliziotti sono stati aggrediti mentre detenuti arabi inneggiavano ad Allah e all'Isis, che altre aggressioni e ferimenti si sono contate nelle carceri", sottolinea Capece. "Una proprio a Padova, poche ore dopo i gravi fatti citati. Poi a Vigevano, dove un detenuto marocchino di 24 anni si è prima cosparso il corpo delle sue feci, ha poi sfasciato tutto ciò che aveva in cella ed ha poi fratturato la mano ad uno degli agenti intervenuti per contenere la furia ingiustificata del ristretto".

"Servono adeguati ed urgenti provvedimenti per tutelare l'incolumità personale dei nostri eroici poliziotti penitenziari, che nonostante tutto sono riusciti, a Vigevano, Frosinone, Padova, a scongiurare più gravi conseguenze sotto il profilo della sicurezza interna del carcere", prosegue Capece sollecitando il ministro e il capo del Dap ad intervenire: "la situazione nelle nostre carceri - rimarca - resta allarmante, nonostante si sprechino dichiarazioni tranquillanti sul superamento dell'emergenza penitenziaria: la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere senza alcun motivo o ragione. Eventi del genere sono sempre più all'ordine del giorno e a rimetterci è sempre e solo il Personale di Polizia Penitenziaria".

"Il Sappe esprime solidarietà al personale coinvolto e augura una veloce ripresa e ritorno in servizio. Ma va anche detto che queste aggressioni sono intollerabili ed inaccettabili. Noi non siamo carne da macello ed anche la nostra pazienza ha un limite. Per questo stiamo pensando di organizzare una manifestazione nazionale di protesta: per avere garanzie e tutele contro le frequenti aggressioni in carcere ai nostri poliziotti", conclude Capece.

La Stampa