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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/01/2015  -  stampato il 03/12/2016


Traduzioni Polizia Penitenziaria accompagnano anche Magistrati in carcere:Tribunali senza benzina

Nelle auto di servizio del tribunale di Udine non c’è più un goccio di benzina. Le scorte ministeriali sono finite con tre mesi di anticipo e acquistare altro carburante non è permesso. Risultato: magistrati appiedati e paralisi dell’attività giudiziaria, sia penale che civile, svolta al di fuori del palazzo. Non è uno scherzo, ma la kafkiana situazione con la quale da qualche giorno gli uffici di largo Ospedale vecchio sono costretti a barcamenarsi. La circolare della presidente, Alessandra Bottan, porta la data della settimana scorsa e ieri pomeriggio il neo coordinatore dell’ufficio gip-gup, Daniele Faleschini Barnaba, ha improvvisato una riunione per affrontare l’emergenza.

Le auto di servizio

Le vetture ferme nel parcheggio sono soltanto due e pure datate. «Una Croma e una Punto che dovremo fare durare il più a lungo possibile – afferma la presidente del tribunale –, perchè ci è già stato anticipato che non saranno sostituite». Il loro utilizzo è legato esclusivamente a fini di servizio. I giudici per le indagini preliminari le adoperano per recarsi nella casa circondariale di via Spalato e nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, per le udienze di convalida e per gli interrogatori. Ci vanno accompagnati dai rispettivi cancellieri e con una frequenza che varia a seconda delle esigenze di ciascun turno: più arresti ci sono, più trasferte si fanno. I giudici della sezione civile, invece, se ne servono soprattutto per le udienze a domicilio dei casi di amministrazione di sostegno nei quali l’istruttoria non possa avvenire in tribunale, per impedimento dei beneficiari. Per garantire la prosecuzione dell’attività, ora, è in corso una febbrile ricerca di soluzioni alternative.

A secco fino ad aprile

«Stiamo cercando di sbloccare l’impasse e di riuscirci nel più breve tempo possibile – dice Bottan –. Il problema riguarda tutta l’Italia ed è destinato ad aggravarsi, per la decisione del ministero di Giustizia di ridurre ulteriormente le scorte, in futuro». La questione è più complessa di quanto sembri: per ovviare alla temporanea indisponibilità delle auto di servizio, in teoria, i magistrati non possono neanche arrangiarsi con le rispettive vetture private. «Non godrebbero della dovuta copertura assicurativa per sè e tanto meno per chi dovesse viaggiare con loro», spiega Bottan. «Non appena ci è stato comunicato l’esaurimento del contingente – continua –, abbiamo chiesto di poter attingere con anticipo alla nuova dotazione, disponibile da aprile, e ci siamo anche rivolti alla Corte d’appello per vedere se nel resto del Distretto vi fosse ancora qualche residuo. Ma entrambi i tentativi sono andati falliti».

Aiuto dall’Azienda sanitaria

L’unica via di scampo praticabile, a questo punto, pare quella dei “passaggi”. «Stiamo valutando la possibilità di cercare supporti nelle Aziende sanitarie o in altri enti del territorio – assicura la presidente –. Quest’anno abbiamo registrato un aumento degli assistiti dell’amministrazione di sostegno e per questo avevamo chiesto già un incremento del carburante: si tratta per lo più di persone anziane, allettate e con disagi anche psicologici. Il nostro – aggiunge – è un bacino assai vasto e buona parte dei beneficiari abita o è ospite di case di riposo della zona di Palmanova. Trattandosi di questioni di valenza anche socio-sanitaria, ritengo che a farsene carico possano essere anche le altre istituzioni».

In carcere con la “scorta”

Nel caso dei gip, a dare uno “strappo” ai magistrati potrebbe essere la stessa Polizia Penitenziaria. Più facile a dirsi che a farsi, visto che il “favore” comporterebbe all’istituzione penitenziaria una continua rivisitazione dei turni di servizio e l’impiego di più personale al giorno. «L’anno scorso eravamo riusciti a tenere duro fino ad aprile – ha concluso Bottan – e finora siamo stati costretti ad accorpare le udienze e far fronte a quasi tutte le scadenze. Ma le doglianze dei cittadini sono già cominciate e questa paralisi va risolta in tempi rapidi».

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