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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/01/2015  -  stampato il 11/12/2016


Detenuti ubriachi, Sappe: sorprendente tentativo di Sbriglia e Pirruccio di minimizzare

“E’ sorprendente constatare come le articolazioni periferiche dell’Amministrazione penitenziaria del Veneto e di Padova in particolare si siano affrettate a sminuire quel che è accaduto l’altro giorno nel carcere di Padova, con poliziotti aggrediti e feriti e momenti di altissima tensione. Lo fanno, evidentemente, per coprire le loro reponsabilità”.

A dichiararlo è il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE Donato Capece, che torna su quel che è accaduto nel tardo pomeriggio di giovedì alla struttura detentiva “Due Palazzi”.

“I detenuti erano ubriachi? A metà dicembre avevamo dato notizia del sequestro in alcune celle della Casa di reclusione patavina, da parte della Polizia Penitenziaria,  di alcuni litri di grappa artigianale prodotta da alcuni detenuti. Fatto, questo, che si volle far passare sotto un incomprensibile silenzio istituzionale… Ed invece, rispetto al questo, il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria del Triveneto, Enrico Sbriglia, e il direttore del carcere, Salvatore Pirruccio, non hanno fatto assolutamente  nulla perché ciò non si verificasse di nuovo, emanando ad esempio precise e chiare disposizioni in materia di sicurezza interna nelle strutture detentive. Non è dunque un caso che a scaldare gli animi dei detenuti, giovedì pomeriggio, pare essere stata anche una abbondante assunzione di questi distillati alcoolici artigianali. O vogliamo parlare della vigilanza dinamica, cioè delle sezioni detentive autogestite dai detenuti, che permette loro di girare liberamente senza fare nulla, vigilanza che Sbriglia e Pirruccio hanno difeso fino ad oggi nonostante i tanti poliziotti aggrediti a Padova e i molti eventi critici accertati in carcere?”.

“Ora, con l’aria che è cambiata al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, con nuovi vertici più concreti e meno ideologici, probabilmente anche in Veneto ci sarà chi tornerà sui propri passi su questa assurda organizzazione intramurale delle carceri. Ma sminuire quel che è successo a Padova l’altro giorno non è la cosa giusta da fare, a nostro avviso. Lo dovrebbe sapere bene Sbriglia, che nell’ultradecennale carriera sindacale a capo di una associazione di direttori di carcere ha firmato più di una lettera chiedendo trasparenza al Dap e vicinanza alla periferia penitenziaria… Sbriglia e Pirruccio erano a casa, giovedì sera, quando al Due Palazzi di Padova si sono vissuti momenti di alta tensione e pericolo e in prima linea c’erano (come al solito) solamente poliziotti penitenziaria. Non c’è stata nessuna guerra di religione, certo. Ma alcuni detenuti Allah l’hanno invocato: per paura, probabilmente. Ma l’hanno fatto”.

Sappe Informa

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