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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/01/2015  -  stampato il 10/12/2016


Simonetta Matone rientra in magistratura: sostituto Procuratore Generale di Roma

Simonetta Matone è da 24 ore il neosostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma. La nomina, arrivata dal plenum del Csm, deliberata all’unanimità, sancisce il ritorno dell’agguerrito giudice tra le fila della magistratura dopo una serie di importanti incarichi istituzionali presso il ministero della Giustizia. Un rientro al lavoro direttamente tra i togati, quello della Matone, decretato anche a seguito della norma che ha stabilito il limite dei dieci anni di attività fuori ruolo come arco temporale massimo per altre esperienze professionali lontane dai banchi del potere giudiziario. Esperienze che non hanno escluso le sue note partecipazioni televisive, incentrate sui casi di cronaca più famosi degli ultimi anni, dall’omicidio di Cogne alla strage di Erba.

Chi è

Nata a Roma il 16 giugno 1953, è sposata ed ha tre figli. Laureatasi in giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1976, entra subito nel vivo dell’impegno professionale: dal 1979 al 1980 è vicedirettore del carcere presso Le Murate a Firenze. Dal 1981 al 1982 è giudice presso il Tribunale di Lecco e dal 1983 al 1986 è magistrato di sorveglianza a Roma, mentre nel 1987 viene nominata capo della Segreteria del ministro della Giustizia, Giuliano Vassalli. Determinata e lontana da polemiche artefatte e inutili strumentalizzazioni, lavora da sempre, anche dall’alto di ruoli diversi, per la tutela delle donne, dei bambini, per la risocializzazione dei detenuti e, in generale, per il sostegno delle categorie deboli, esponendosi senza riserve.

Un curriculum blasonato

Fin dalla prima mansione da lei ricoperta, dimostra con la tempestività e la serietà del suo impegno lavorativo di voler abrogare il binomio «giustizia lenta», drammaticamente accreditato dalle consuetudini e dalle lungaggini processuali italiane, avocando a sé casi in giacenza e fascicoli impolverati, e arrivando a sciogliere già all’inizio della sua carriera nell’ambito civile centinaia di prognosi in sospeso ereditate da suoi predecessori. Se dunque il primo collocamento fuori ruolo di Simonetta Matone risale al 1987, il magistrato viene richiamata in ruolo nel 1991 e destinata con funzioni di sostituto alla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Roma, e poi nuovamente collocata fuori ruolo nel 2008 per rivestire l’incarico di capo di Gabinetto presso il ministero delle Pari Opportunità con il ministro Mara Carfagna. Generalmente la Matone ha sempre ricoperto incarichi al ministero della Giustizia, dall’Ufficio legislativo a vice al Dap, fino al più recente ruolo di capo degli Affari di Giustizia. Da questo momento in poi, invece, si apre il nuovo capitolo della sua lunga e articolata carriera in magistratura. E fuori.

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