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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/01/2015  -  stampato il 05/12/2016


Uccise due bambini, Chiatti presto libero: "non fatemi uscire, colpir˛ ancora" confid˛ alla Penitenziaria

Grazie ad un pasticcio all'italiana, tra pochi mesi il mostro di Foligno sarà libero. Ventuno anni dopo il brutale omicidio di due bambini, Simone Allegretti, 5 anni e Lorenzo Paolucci, 12 anni, il 3 settembre prossimo Luigi Chiatti uscirà dal carcere. Il serial killer che rapiva e seviziava i ragazzini della città umbra, nel 1994 era stato condannato a due ergastoli in primo grado, ma in appello aveva ottenuto un sconto di pena: 30 anni di reclusione per seminfermità mentale.

Da quel momento in poi per lui sono scattati una serie di altri bonus. Nel 2006 ha ottenuto il beneficio dell'indulto (tre anni) e ora gli ulteriori sconti previsti dalla legge Gozzini (sei anni) gli spalancheranno definitivamente le porte del penitenziario di Prato. Il giorno della sua scarcerazione definitiva il presidente del tribunale di Sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo, dovrà comunque emettere un parere sull'attuale pericolosità sociale di Chiatti.

Ma anche dovesse ritenerlo ancora una minaccia, non potrà disporre il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, perché ad aprile queste strutture pubbliche saranno definitivamente abolite. E non è tutto: al ministero della Salute vige il caos su come gestire la transizione. Nessuna regione italiana infatti ha attivato - come invece era previsto - le nuove strutture d'accoglienza: le R.e.m.s., residenze per l'esecuzione di misure di sicurezza, che in base alla nuova norma saranno di competenza delle Asl.

Ed è probabile che nell'attesa saranno le case di cura private ad accogliere - previa gara d'appalto - i malati criminali. Almeno per qualche anno. Comunque, d'ora in poi saranno gestiti non più come detenuti, ma come pazienti. Senza Polizia Penitenziaria e sorveglianza, ma solo attraverso l'attività dei medici. "La liberazione di Chiatti è il risultato di un pasticcio dietro l'altro del nostro sistema giudiziario" commenta amaro l'avvocato Giovanni Picuti, legale dei genitori delle vittime. "Nessuno oggi può dirci cosa accadrà, dove andrà. Tornerà a Foligno a vivere con i genitori? Il tribunale stabilirà una vigilanza?

Siamo amareggiati e sconcertati. Eppure - ricorda il legale - contestammo tutto da subito. Prima lo sconto a 30 anni per la seminfermità: per noi era evidente che Chiatti era lucido, consapevole delle sue azioni, altro che matto. Per capirlo è sufficiente leggere i file del suo computer dove annotava i pedinamenti dei bambini di Foligno. Poi provammo ad opporci anche al beneficio dell'indulto. Ma è stato sempre tutto inutile. E ora, c'è anche la beffa dell'assenza di strutture idonee". Il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, non nasconde la preoccupazione.

"La sola notizia della liberazione rischia di scatenare il panico in città - spiega - la comunità ha vissuto un grave trauma. Ricordo che per mesi qui i bambini non uscivano più da soli... Ci fu chi assoldò la polizia privata. Quei crimini furono tanto efferati quanto inspiegabili...". E quando il primo cittadino cita la comunità, non dimentica i genitori di Chiatti. "Anche quella famiglia è stata distrutta - spiega - Ermanno, il padre, oggi ha oltre novant'anni. Lui all'epoca della tragedia era un medico di famiglia con quattromila mutuati. Praticamente aveva in cura buona parte della città. Anche per lui e sua moglie è stato un shock".

E promette: "Chiederemo chiarezza su questa vicenda al ministro della Giustizia Andrea Orlando. La città non merita di soffrire ancora. La gravità delle sue azioni non ci consente di far finta di nulla". E c'è chi, invece, vuole incontrare il mostro di Foligno prima che esca definitivamente dal carcere. Si tratta del padre del piccolo Lorenzo Paolucci, seviziato e ucciso nella casa di montagna dei Chiatti, a Casale. "Devo parlargli - spiega Luciano Paolucci.

Voglio capire se davvero è pentito di ciò che ha fatto, se è guarito. Dubito che in carcere l'abbiano curato. Io l'ho perdonato, perché lui da bambino fu violentato, come è emerso dagli atti del processo. Ma credo che scarcerarlo dopo appena 21 anni sia molto pericoloso. Lo stesso Chiatti confidò a un poliziotto penitenziario alcuni anni fa: non fatemi uscire altrimenti colpirò ancora. L'agente penitenziario venne pure a testimoniare in aula.

E poi ci sono le lettere che di recente ha scritto ad un ex detenuto, Sergio, suo compagno di cella e pedofilo pentito, dove racconta alcuni sogni che fa... Sempre sui bambini". Paiono cauti gli avvocati Guido Bacino e Claudio Franceschini, legali del serial killer che quando gli inquirenti gli davano la caccia lasciava messaggi nelle cabine telefoniche di Foligno firmandosi, lui stesso, "il mostro". "Chiederemo una perizia per valutare il suo stato di salute. Quello che sappiamo è che in questi anni il ragazzo si è messo a studiare e a sostenere esami all'università di Firenze che è convenzionata con il carcere". E ora, a 46 anni, Luigi Chiatti è pronto a uscire.

La Repubblica