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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/01/2015  -  stampato il 11/12/2016


Abolizione del carcere duro in Grecia tra i primi provvedimenti del Governo

In Grecia ci sarà anche una radicale rivisitazione del sistema carcerario, è uno dei primi provvedimenti che il nuovo governo di sinistra capitanato da Tsipras si appresterà a fare. Il neo vice ministro della Protezione del cittadino e dell'Ordine pubblico - che corrisponde al ministro degli Interni nostrano - ha anticipato che la sua prima azione politica sarà la completa abolizione del carcere di tipologia c, una sorta di 41 bis in salsa greca, la detenzione di rigore nei confronti dei detenuti accusati o condannati definitivamente per terrorismo, ma anche dei prigionieri comuni per reati di grave entità.

Il neo ministro in questione si chiama Yiannis Panousis, un professore di criminologia, ex appartenente al partito di sinistra democratica denominato Dimar, non eletto con Syriza ma nominato ministro da Tsipras. La prima mossa di Panousis è stata quella di rimuovere le barriere metalliche di fronte al Parlamento, in pieno centro di Atene. Un gesto simbolico che è soprattutto un messaggio ai cittadini, come per dire: "Non abbiamo paura delle proteste".

Le transenne erano state installate negli anni passati nel tentativo di contenere le veementi manifestazioni organizzate contro le misure di austerity imposte dalla Troika e applicate dai governi di centrosinistra e centrodestra che si sono succeduti dal 2010 ad oggi. Ma come abbiamo anticipato, il ministro della Protezione del cittadino e dell'Ordine pubblico non si fermerà solamente a un gesto simbolico. Per ora sono entusiasmanti per chi combatte contro la tortura istituzionalizzata in nome della sicurezza.

Ma cos'è il carcere di tipo C che il vice ministro vorrebbe abolire? Tutto nasce dall'evasione di Christodoulos Xiros, membro dell'ex organizzazione 17 Novembre. Xiros si trovava in carcere dal 2003 condannato a sei ergastoli e l'anno scorso aveva ottenuto un permesso premio per le festività natalizie dal 30 dicembre fino al 7 gennaio. Egli non si è mai più presentato alla prigione di Korydallos, scatenando la rabbia dei politici e dei mass media in tutto il Paese. Dopo la sua fuga, l'ex ministro della Giustizia, Charalambos Athanassiou, ha annunciato una riforma del sistema carcerario e la costruzione della prima prigione ad alta sicurezza in Grecia.

Detto, fatto. Nella cittadina di Domokos il carcere è stato tramutato in uno ad alta sorveglianza, installando videocamere, porte blindate, infissi e finestre antiproiettile, mentre il territorio circostante è stato presidiato dall'Ekam, unità speciale antiterrorismo, e soldati armati dell'esercito. Per quanto riguarda la riforma carceraria, i detenuti greci sono suddivisi in tre tipi: A, B, C. I prigionieri C sono prigionieri politici, persone condannate per rapine, estorsioni, attentati terroristici, tutti etichettati come pericolosi per la società e destinati a scontare la propria pena di dieci o più anni nella prigione di alta sorveglianza a Domokos.

Ma le misure speciali non finiscono qui, infatti i detenuti di tipo C non hanno nessun diritto a permessi di libertà, le ore d'aria sono pressoché inesistenti, così come le chiamate e i colloqui con i parenti, la posta viene censurata, vengono sottoposti ad isolamento e c'è la permanenza dentro il carcere di forze di polizia con poteri speciali.

Al di là del trattamento disumano dei prigionieri, la riforma non ha nemmeno tenuto conto di alcuni aspetti fondamentali. La città di Domokos non ha le strutture primarie, come per esempio le strade, ma allo stesso tempo si è deciso di investire una somma non indifferente di denaro pubblico nella costruzione di un carcere ad alta sorveglianza. La cittadina non dispone di sufficienti risorse d'acqua per rifornire sia il carcere sia tutti i cittadini.

Inoltre, il diritto alla salute dei prigionieri non viene garantito, dato che nella struttura vi è presente un presidio medico che non ha il personale adeguato (è presente un solo medico) e i mezzi necessari. Ciò ovviamente ha scatenato il malcontento dei detenuti imprigionati e si sono mobilitati per opporsi fermamente a quest'agghiacciante riforma: nelle città di Korydallos, Corfù e Domokos i detenuti si sono rifiutati più volte di rientrare nelle loro celle dopo l'ora d'aria e a Trikala alcuni hanno intrapreso lo sciopero della fame.

Già da marzo 2014 i detenuti avevano cominciato a lottare contro questa riforma, lotte culminate con lo sciopero della fame iniziato il 23 giugno, che ha coinvolto ben 4.500 prigionieri (su un totale di 12.000 circa) in tutte le carceri greche e si è concluso il 1° luglio. Contemporaneamente all'esterno si sono formate assemblee di solidarietà ai detenuti, si sono organizzati cortei, presidi e azioni militanti.

Anche all'estero sono state promosse iniziative di solidarietà con i prigionieri in lotta in Grecia, con mobilitazioni, dibattiti e azioni di propaganda, non solo in Europa, ma anche negli Usa e in Sudamerica. Inoltre, anche in alcune carceri, in Germania e Svizzera, diversi prigionieri hanno aderito alla mobilitazione tramite scioperi della fame.

Ora il nuovo vice ministro Yiannis Panousis ha promesso di voler abolire questa carcerazione differenziata. Non sarà sicuramente una passeggiata visto che il partito con il quale Syriza si è dovuto alleare per poter governare la Grecia è di formazione populista e quindi assolutamente non sensibile a queste tematiche. Ma non è detto che non trovino voti tra i moderati di centro sinistra. Sicuramente dalla Grecia tira una ventata nuova, fortemente libertaria.

Il Garantista