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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/02/2015  -  stampato il 09/12/2016


Detenuto chiede pensione e gli rispondono che morto: Penitenziaria chiarisce equivoco

Un detenuto settantenne chiede la pensione sociale ma scopre che per tutti, famiglia compresa, era morto circa due anni fa. È una vicenda ai confini della realtà quella che riguarda un recluso per reati contro il patrimonio ospite da tempo nel carcere di Valle Armea. A sciogliere la matassa degli errori e a fare chiarezza ci ha pensato la Polizia Penitenziaria di Sanremo. Quando la scorsa estate Saverio P. classe 1945, milanese, aveva chiesto che gli venisse corrisposta la pensione, dal Comune di Milano (chiamando in causa quello di Sanremo) avevano subito segnalato la cosa alla polizia giudiziaria. Il motivo «Tentata truffa e sostituzione di persona» perchè quel Saverio ai terminali degli uffici demografici risultava morto da addirittura due anni. «Ma se ce l’abbiamo noi qui vivo e vegeto» - ha sospirato un ispettore della Polizia Penitenziaria che non ha mollato e ha proseguito gli accertamenti.

Scava scava ha scoperto che in effetti a quel tempo in un parco cittadino del capoluogo lombardo era stato trovato il cadavere di un clochard che aveva in tasca il documento, la carta d’identità , di Saverio. Le forze dell’ordine avevano chiamato la famiglia e un fratello l’aveva in qualche modo riconosciuto. Tradito evidentemente dalle condizioni tutt’altro che buone del cadavere del barbone, dai capelli e dalla barba lunga e dall’aspetto trasandato. Poi la famiglia gli aveva fatto il funerale, pagato il loculo (di fatto ad uno sconosciuto) e gli eredi legittimi si erano anche suddivisi l’eredità. Intanto, senza che nessuno lo sapesse, Saverio era in carcere, a scontare la condanna, magari un po’ triste perchè nessuno lo andava a trovare. Ma era naturale, chi voleva andare a trovarlo andava al cimitero.

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