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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/02/2015  -  stampato il 08/12/2016


Banca dati del DNA: questione di mesi

«Credo che il secondo semestre del 2015 potrà vedere l’avvio concreto di operatività di Banca dati e Laboratorio, dotando così la polizia giudiziaria e la magistratura di un nuovo, efficace mezzo di conduzione delle indagini e lotta alla criminalità». Ad annunciare l’operatività del sistema in tempi brevi è il Ministro Orlando, con una relazione inviata ad un convegno tenutosi ieri a Roma. 

Dopo alcuni anni dall’adesione dell’Italia al Trattato siglato a Prüm nel 2005, si assiste ad un’accelerazione nella realizzazione di una Banca dati per il DNA. Fase preliminare per garantire l’operatività della Banca dati è l’ultimazione del collaudo del Laboratorio centrale, ormai in via di definizione. «Dopo l’immissione degli allievi nel Laboratorio, per la formazione sul campo, e dopo il collaudo, si potrà procedere all’accreditamento del Laboratorio, necessario per passare alla fase di raccolta e conservazione dei profili genetici», chiarisce il Ministro. Nel frattempo i singoli istituti penitenziali sono già stati dotati delle cosiddette «stanze bianche» fornite dei kit necessari per il prelievo del DNA dei detenuti. Lo scopo dell’operazione è la «genotipizzazione, la raccolta del DNA, di circa 70.000 persone già condannate. 

Una volta a regime, il sistema consentirà quanto viene già fatto in gran parte dei Pesi europei: confrontare le tracce biologiche sulla scena di un reato con i profili dei pregiudicati». Nell’ambio di queste novità, il Ministro Orlando ci tiene a sottolineare come sia giusto «richiamare i profili di garanzia dei cittadini e della loro libertà», in quanto «l’ambito di applicazione è circoscritto alla raccolta del DNA nei confronti di autori o presunti autori di reati, oltre che di un numero circoscritto di persone offese o potenzialmente offese da reati», quali ad esempio persone scomparse o persone decedute non identificabili. Grazie anche al fatto che le procedure di raccolta presentano forti profili di garanzia in relazione all’anonimato dei campioni raccolti, i quali saranno poi incrociati con i dati anagrafici della banca dati delle impronte, possiamo attenderci grandi passi avanti nella lotta alla criminalità, senza temere per la tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini. 
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