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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/02/2015  -  stampato il 06/12/2016


Rientra dal permesso premio con 15 ovuli di droga nell’’intestino: doveva essere scarcerato tra tre giorni

Tornava da un permesso premio e tra tre giorni sarebbe dovuto uscire dal carcere dopo aver scontato per intero la pena, legata a una condanna per droga. Ma Roberto Mazza, 54 anni, di Savona, detenuto a Imperia, è ricascato nel solito vizio ed è stato arrestato dagli agenti della penitenziaria dopo un controllo al suo rientro in cella.

Usando uno degli stratagemmi in uso nelle prigioni della Guyana francese e reso celebre dal suo detenuto più famoso, Henry Chàrrier, detto Papillon, ha nascosto nel retto la droga che cercava di introdurre in carcere forse per venderla ai compagni di detenzione. In Guyana a dir la verità nel retto ci nascondevano il denaro, con il quale si potevano corrompere le guardie. Tornando a Mazza: quando si è rifiutato di sottoporsi alle analisi, obbligatorie per chi rientra in carcere da un permesso, gli agenti della speciale squadra di Polizia Penitenziaria alle dirette dipendenze del comandante Lucrezia Nicolò si sono insospettiti e hanno deciso di far sottoporre il detenuto a una radiografia.

Occultati dentro di sé, si è così scoperto, aveva ben 15 ovuli, contenti in tutto 57 grammi tra cocaina ed eroina. Immediato l'arresto con l'accusa di spaccio. Un'accusa che gli costerà altro carcere. Infatti, sottoposto a interrogatorio di convalida, il giudice del Tribunale di Imperia Domenico Varalli ha confermato la custodia cautelare. Difeso dall'avvocato savonese Alfonso Ferrara, Mazza dovrà essere giudicato per direttissima il prossimo 12 marzo.

La Stampa