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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/02/2015  -  stampato il 23/06/2017


Chiudere il carcere di Lamezia Terme? Traduzioni pił costose e carcere appena ristrutturato

Pubblichiamo la lettera che il Sappe ha inviato al ministro della giustizia sulla riapertura della casa circondariale.

“Questa O.S. intende evidenziare come l’Istituto penitenziario in oggetto risulti dismesso dal 28 marzo 2014, pur non essendovi ancora un provvedimento formale in tal senso. Al riguardo, corre l’obbligo di evidenziare che non vi sono state specifiche concertazioni sindacali né con gli Enti locali; inoltre, la struttura, oggetto di recenti significativi interventi di restauro, non è stata riattivata né si è provveduto a farne sede logistica della Polizia Penitenziaria e men che meno vi è stato trasferito il Provveditorato Regionale nei locali di proprietà dell’Amministrazione Penitenziaria.

Per di più, non è stato considerato quanto segue: la città di Lamezia Terme che è sede di aeroporto, unitamente a quello di Reggio Calabria, costituisce un riferimento geografico e logistico essenziale e di particolare rilevanza per la regione; tutte le camere di detenzione sono state ristrutturate e dotate di servizi igienici individuali, con doccia inclusa, ai sensi di quanto previsto dal Regolamento di esecuzione del 2000, n. 230; i soggetti arrestati o fermati per cui è disposta l’associazione in carcere devono essere condotti dagli agenti operanti presso la Casa Circondariale di Catanzaro, con dispendio di risorse umane ed economiche notevoli, in palese contrasto con la spending review e con gli intendimenti sottesi alla nuova geografia penitenziaria; parimenti, dicasi per le procedure di notifica di carattere giudiziario che gravano sulle forze di polizia limitrofe;

la città in questione ospita gli Uffici della Procura e del Tribunale in cui si celebrano processi rilevanti anche di criminalità organizzata, sicché anche in tali circostanze si verificano disagi e disfunzioni sia per quanto riguarda l’organizzazione e, quindi, la sicurezza sia per le traduzioni dei detenuti causandi; trattasi, pertanto, anche sotto tale profilo, di soluzione antieconomica. In ordine a quanto sopra, il Sappe ritiene che debba essere riconsiderata la disposta chiusura della Casa Circondariale di Lamezia Terme, alla luce del fatto che ancora non è intervenuto il decreto formale di dismissione”.

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