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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/02/2015  -  stampato il 05/12/2016


Inneggiano al suicidio del detenuto: frasi choc sulla pagina Facebook di un sindacato della Penitenziaria

È un sindacato tra i meno rappresentativi della Polizia Penitenziaria, l'Alsippe, a scatenare su un tema tragico come i suicidi in carcere una polemica di cui non si avvertiva la necessità.

Sulla sua pagina Facebook, l'Alsippe, acronimo di Alleanza sindacale Polizia Penitenziaria, ha ospitato commenti feroci (poi cancellati) di sedicenti agenti della Polizia Penitenziaria a proposito del suicidio di Ioan Gabriel Barbuta, che si è tolto la vita nel carcere milanese di Opera, dove si trovava in seguito a una condanna in appello all'ergastolo da parte della Corte d'assise di Venezia per aver ucciso, nel giugno del 2013, un vicino di casa durante una rapina finita male.

"Un rumeno in meno","speriamo abbia sofferto" sono i commenti che li sintetizzano tutti, mentre qualcuno che ha provato a essere più riflessivo ha scritto: "Lavora all'interno di un istituto. Sono solo extracomunitari. Per fare questo mestiere devi avere il core nero".

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando ha convocato per domani il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria, Santi Consolo sulla vicenda, ma è stato lo stesso Dap a reagire subito in modo severo perché considera i post "un'offesa al lavoro di tutti gli agenti che tutti i giorni sono impegnati a salvaguardare le persone che hanno in custodia". L'organismo del Ministero da cui dipende la Polizia Penitenziaria ha già avviato un'inchiesta interna per accertare che gli autori degli insulti siano davvero dei poliziotti e assicura che, in caso positivo, scatteranno le dovute sanzioni dal momento che la faccenda è ritenuta una "follia intollerabile". 

Chiedono di fare luce sulla vicenda il Pd e Sel, mentre Patrizio Gonnella di 'Antigone' invita il Dap a chiudere ogni rapporto con l'Aslippe se sarà dimostrato che sono tesserati di questo sindacato quelli che hanno scritto "le frasi volgari e offensive". "Se è vero - dice Gonnella - che si tratta di agenti penitenziari questi hanno contravvenuto a un dovere di lealtà e legalità, tradendo la loro missione e il loro impegno istituzionale". 

Dura condanna arriva anche da uno dei principali sindacati degli agenti, il Sappe che, nel dare la notizia del suicidio di Barbuta, aveva spiegato: "Purtroppo, nonostante il prezioso e costante lavoro svolto dalla Polizia Penitenziaria, pur con le criticità che l'affliggono, non si è riusciti ad evitare tempestivamente ciò che il detenuto ha posto in essere nella propria cella". Il segretario del Sappe, Donato Capece sferza inoltre i presunti colleghi "esultare per la morte di un detenuto - dice - è cosa ignobile e vergognosa".

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