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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/02/2015  -  stampato il 06/12/2016


Insulti al detenuto suicida non rappresentano la Polizia Penitenziaria: il Sappe prende le difese dei colleghi

"Esultare per la morte di un detenuto è cosa ignobile e vergognosa. Il suicidio in carcere è sempre - oltre che una tragedia personale - una sconfitta per lo Stato. E ci vuole rispetto umano e cristiano ancor prima di quello istituzionale.

Chi ha dato dimostrazione della sua stupidità ed insensibilità se ne assumerà le responsabilità. Quel che è certo è che non rappresentano affatto le donne e gli uomini del Corpo Polizia Penitenziaria che ogni giorno lavorano nelle carceri con professionalità, abnegazione ma soprattutto umanità. Ma, anzi, ci danneggiano con le loro stupide e truci esternazioni, ancorché pubblicate sul profilo Facebook di una organizzazione sindacale assolutamente minoritaria".

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, commentando certi messaggi  apparsi su social network rispetto al suicidio di un detenuto a Milano Opera.

Sappe Informa