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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/02/2015  -  stampato il 05/12/2016


Sentenza Cassazione: i tre metri quadro per detenuto vanno calcolati senza mobili

Non c'è una legge che imponga una superficie minima da garantire ai detenuti in cella, ma il giudice di sorveglianza può fissarne una: basta che motivi correttamente la sua decisione. È in base a questo principio che la Prima sezione penale della Cassazione, con la Sentenza n. 8568/15 depositata ieri, ha bocciato un ricorso del ministero della Giustizia contro un'ordinanza che prescriveva di garantire al detenuto che l'aveva sollecitata uno spazio di tre metri quadrati, al netto di mobili e servizi igienici.

Il ministero aveva appunto eccepito che i tre metri quadrati non sono un parametro di legge, ma solo un'elaborazione della Corte europea dei diritti dell'uomo (caso Torreggiani contro Italia), mentre la Convenzione europea dei diritti dell'uomo si limita a vietare "trattamenti inumani e degradanti". Inoltre, la superficie andrebbe calcolata comprensiva di mobili e servizi igienici.

La Cassazione nota che in questo caso l'impugnazione è possibile solo per violazione di legge: all'ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza si può applicare l'articolo 71-ter della legge 354/1975. La violazione di legge può consistere solo in motivazione inesistente o "meramente apparente". Ma ciò non è accaduto nel caso in esame, perché il tribunale ha citato la sentenza Torreggiani motivandone correttamente le ragioni e in particolare motivando la necessità di calcolare la superficie al netto di mobili e servizi.

Il Sole 24 Ore