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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/03/2015  -  stampato il 07/12/2016


Carcere di Lanciano, protesta dei detenuti: risposte dal magistrato di sorveglianza dopo anni

Circa 150 detenuti del carcere di Villa Stanazzo hanno intrapreso, dai primi di marzo, una protesta contro i provvedimenti adottati dall'Ufficio di sorveglianza di Pescara. "Per ristabilire la centralità della legge nel sistema giudiziario e a salvaguardia della nostra dignità", sostengono in una lettera sottoscritta da tutti i detenuti ostativi delle sezioni 1, 2, e 3B e inviata, tra gli altri, al ministero della Giustizia, "abbiamo deciso ciò in quanto in possesso di copie di ordinanze di magistrati di sorveglianza di altri uffici nazionali, Bologna, Roma e Napoli, per citarne alcuni, le cui decisioni favorevoli riflettono e rispettano gli ultimi decreti leggi promulgati in materia di liberazione anticipata speciale e risarcimento del 10%.

Il magistrato di sorveglianza di Pescara, contrariamente e diversamente dai suddetti colleghi, non applica alcun beneficio. L'inammissibilità delle richieste è motivo preponderante e unico nei rigetti che formula, creando in tal modo anche i presupposti della non ricorribilità alla decisione ad organi superiori, quale il tribunale sorveglianza dell'Aquila o la Cassazione.

Per non dire poi che le istanze vengono corrisposte a distanza di mesi e anche di anni. Nelle more di una decisione che il magistrato, se tempestivamente rispondesse, potrebbe dimagrire i termini del fine pena consentendo la scarcerazione, qui a Lanciano", sottolineano, "i detenuti scontano la pena fino all'ultimo giorno di detenzione.

Quando, dopo lunghe attese, è ottenuta la decisione per il beneficio, ovviamente negativa e sfavorevole, per ricorrere non si ha più tempo. Questa situazione ci umilia", continua la lettera, "così risultano inutili anni e anni di percorso tratta mentale e viene inficiato l'operato dell'amministrazione della Casa circondariale, le valutazioni e i pareri dell'area educativa e della direzione".

Senza contare le condizioni disumane in cui sono reclusi i detenuti di Villa Stanazzo. È del 18 febbraio scorso il decreto del tribunale dell'Aquila, uno dei primi in Abruzzo, che condanna il ministero al risarcimento di un detenuto recluso, per 717 giorni, in condizioni "inumane e degradanti" nel carcere di Lanciano.

Come protesta i detenuti hanno intrapreso la battitura giornaliera contro le sbarre delle celle, lo sciopero della spesa del sopravvitto e la rinuncia del vitto giornaliero.

Il Centro