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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/03/2015  -  stampato il 06/12/2016


Detenuto in permesso premio fugge col fratello ai domiciliari; erano coinvolti in traffico droga Padova

I due tunisini sono imputati nel processo sul traffico di droga e cellulari nel carcere Due Palazzi di Padova. Avrebbero dovuto prendere parte al processo. Ma non si sono presentati in aula. E qualora non fossero rintracciati in tempo utile per la prossima udienza, verranno dichiarati latitanti. Due fratelli tunisini che fanno parte dell'elenco dei trentuno imputati dell'inchiesta sullo spaccio di droga e sul traffico di telefoni cellulari nel carcere Due Palazzi hanno disertato l'udienza preliminare.

È toccato al pubblico ministero Sergio Dini, titolare della laboriosa indagine condotta dalla Squadra mobile, informare il giudice Domenica Gambardella che Issam e Mohamed Tlili, di 36 e 41 anni, pluripregiudicati con vari precedenti per spaccio, hanno fatto perdere le proprie tracce. Il più giovane stava scontando una condanna agli arresti domiciliari a Livorno. È evaso dalla sua abitazione senza farvi ritorno.

Le ricerche non hanno dato alcun esito. Issam Tlili sembra letteralmente scomparso. È probabile che abbia concordato la fuga con il fratello Mohamed, volatilizzatosi nelle stesse ore. Il 41enne stava scontando la pena per spaccio di stupefacenti nel carcere di Bolzano. Di recente aveva ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza un permesso premio per buona condotta. Aveva potuto lasciare il penitenziario altoatesino per qualche giorno. Il suo rientro era previsto per giovedì sera. Ieri avrebbe dovuto essere tradotto a Padova per poter partecipare al processo.

Ma in carcere non è mai rientrato. I due fratelli erano legati a doppio filo a Pietro Rega, l'agente penitenziario di origini campane, accusato di aver gestito in prima persona il rifornimento di droga e di telefoni cellulari ai detenuti del Due Palazzi.

Tra il 2012 e il 2014 in più occasioni il boss delle guardie, meglio conosciuto con i nomignoli di "Capo" o "Uomo brutto", avrebbe ricevuto soldi da Issam Tlili per rifornire il fratello Mohamed, all'epoca detenuto, di droga e telefonini, anche con la complicità del collega Angelo Telesca.

Il 41enne tunisino avrebbe fatto parte della "cupola" che gestiva gli approvvigionamenti di cocaina ed eroina: avrebbe consegnato stupefacente al detenuto Antonino Fiocco, in altre occasioni avrebbe concordato i rifornimenti con Rega e con l'altro agente Luca Bellino, gestendone poi la distribuzione assieme ad un altro carcerato, l'albanese Adrian Patosi.

Nel 2013 Mohamed Tlili avrebbe ricevuto dallo stesso Rega un quantitativo di eroina del valore di cinquanta euro. L'acquisto sarebbe stato effettuato da Luca Bellino che avrebbe trattenuto per sé e per il collega metà dello stupefacente a titolo di ricompensa. I due fratelli spacciatori rischiano il rinvio a giudizio come la gran parte degli altri detenuti coinvolti nell'inchiesta. Le cinque guardie finite nei guai sceglieranno invece riti alternativi: patteggiamento o giudizio abbreviato.

Il Gazzettino

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