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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/03/2015  -  stampato il 04/12/2016


Scritte intimidatorie e porta sfondata a casa di un poliziotto penitenziario

Avvertimenti e danneggiamenti non sono assolutamente da sottovalutare. E forse anche per questo motivo c’è massimo riserbo nei carabinieri della compagnia di Brindisi. “Apri l’ecchi”, cioè “apri gli occhi”, in dialetto salentino, e ancora, “R.I.P.”, l’acronimo da tutti noto che sta per “Riposi in pace”, incisione più adatta a una lapide che a una villetta estiva.

Solo che queste scritte sono state composte con bombolette spray proprio sui muri di un’abitazione da villeggiatura, in quel di Torre San Gennaro, marina di Torchiarolo. Praticamente quasi al confine con la provincia di Lecce. E un legame con il capoluogo salentino potrebbe esservi realmente, perché quella casa è in uso a un agente di Polizia Penitenziaria di San Pietro Vernotico, ma che presta servizio nel carcere di Borgo San Nicola.

E’ facile quindi intuire dove verta una delle piste setacciate dai militari. Si sta cercando di capire se vi sia qualche legame con la delicata attività lavorativa della vittima o se la questione possa declinarsi su vicende di natura personale. Al momento nulla è da escludere, tanto più che gli inquietanti graffiti sono stati anche accompagnati da un esplicito danneggiamento, quello della porta di casa, che l’agente ha trovato sfondata. Quasi un avviso ulteriore che non ha bisogno di commenti.

La scoperta è avvenuta qualche giorno addietro, ma la notizia è stata diffusa solo in queste ore da Brindisireport.it. Le scritte sono state subito cancellate.  

Come detto, una delle piste portano all’attività lavorativa dell’agente. Accertamenti necessari, visto il contesto in cui opera, dove, peraltro, è doveroso ricordare come di recente siano avvenuti episodi gravi di aggressioni ad appartenenti alla Polizia Penitenziaria emersi nelle cronache su input di alcune sigle sindacali.

Ai primi di marzo, in particolare, ne sono avvenute ben due in poche ore nel carcere di Lecce. E sempre negli stessi giorni, si sono vissuti momenti d’alta tensione per un tentativo d’evasione. Tutte situazione stigmatizzate da sindacati quali Cosp e Osapp che hanno colto l'occasione per rimarcare le difficoltà quotidiane vissute da chi opera nel penitenziario salentino.    

 

fonte: Lecce Prima