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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/05/2010  -  stampato il 11/12/2016


Affidare il controllo delle misure alternative alla Polizia Penitenziaria?

“Se si desse più autorevolezza alla figura del giudice di sorveglianza molti problemi troverebbero una giusta risoluzione: a cominciare dallo sfollamento delle carceri”. Parola di Angelica Di Giovanni, ora reggente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, che ha guidato per oltre dodici anni. La figura del Giudice della pena è stata particolarmente analizzata dal magistrato, nelle 136 pagine dell'omonimo libro.

Lei ha formulato delle proposte Presidente: partiamo dal tema della criminalità organizzata...

"Quello che si sta facendo oggi non si era mai fatto nella storia. Le ultime direttive agevolano molto, sono stati fatti passi da gigante. Ma ci sarebbe anche altro da fare".
Ad esempio?
"Si potrebbe allargare alla Magistratura di Sorveglianza la possibilità di confisca dei beni. Una novità da studiare".
Che marcia in più darebbe?
"Di notevole incidenza. Perché c'è il grosso vantaggio che dinanzi al magistrato di sorveglianza il requisito di pericolosità sociale è già acclarato. Quindi la confisca diventa una misura più facile da applicare".
Nelle carceri situazione esplosiva: in questo la magistratura di Sorveglianza come potrebbe rendere la situazione meno difficile?
"Premetto che la volontà del Governo di aumentare i posti è la strada maestra. Oggi siamo al 44 per cento di giudicabili a fronte di una media che al massimo arrivava al 30 per cento. e questo è un dato da valutare. La magistratura di Sorveglianza però potrebbe agevolare il sistema penitenziario attraverso l'applicazione con consapevolezza e certezza, delle misure alternative. E ancora ci sarebbe un'altra proposta di cui ho già parlato anche a Roma".
Quale?
"Affidare il controllo delle misure alternative alla Polizia Penitenziaria: da una parte solleverebbero Polizia e Carabinieri da quest'altra incombenza, dall'altra si tratterebbe di affidare a chi ha già nella sua formazione quella che è la cultura dell'esecuzione penale con annessi e connessi. Solo la pena espiata effettivamente ha carattere intimidatorio. Così s'interrompe il circolo vizioso della recidiva".
Servirebbe quindi un Osservatorio sulla pena?
"Si, certo e sarebbe ancora meglio se si potesse unificare con una commissione regionale in grado di interagire con i Ministeri dell'Interno e della Giustizia. Questo come ulteriore presidio per la lotta alle criminalità organizzate".
Fonte: ilvelino.it