www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/04/2015  -  stampato il 11/12/2016


Poliziotti al lavoro per 18 ore di fila: sei detenuti iniziano una rivolta e danneggiano anche celle di isolamento

Sei detenuti, tutti di Taranto, hanno inscenato una rivolta nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Una situazione molto spinosa, che non solo ha esposto il personale a ovvi rischi, ma che l’ha anche obbligato a tour de force di diciotto ore di fila, prima per bloccare i facinorosi e poi per trasferirli altrove.

Anche perché i sei avrebbero continuato a dar sfogo della loro rabbia, per motivi futili (pù che altro, sembra che sia stato tentativo di mettere in atto una dominio territoriale) persino una volta posti in isolamento, sfasciando tutto e minacciando gli agenti. Insomma, una situazione fuori controllo con il rischio di future rappresaglie, anche pesanti. 

Il fatto è avvenuto nella quarta sezione del primo reparto di reclusione. E’ andato però a vuoto il tentativo dei tarantini di coinvolgere altre persone recluse nella stessa sezione e questo ha consentito di evitare che la situazione degenerasse. Gli agenti di Polizia Penitenziaria, però, hanno vissuto momenti di forte tensione, specie all’inizio della sedizione, quando la situazione era fluida e non si sapeva quale piega avrebbe potuto assumere.

Tutto s’è risolto separandoli, dunque, e, in seguito dislocandoli in altre carceri di Puglia. La vicenda è rimasta in sordina giorni fino a ora, per ragioni di sicurezza. E anche perché solo nelle ultime ore s’è realmente risolto tutto. Il tumulto risale, infatti, alla giornata di martedì.  

La storia riporta in auge il problema della vigilanza dinamica. Con le celle aperte, sale il rischio di aggressioni o, come in questo caso, di tentativi di rivolta. A Lecce nelle scorse settimane non sono mancati episodi gravi, in qualche caso con agenti feriti.

I sei tarantini, fortunatamente, non hanno trovato sponda negli altri detenuti e, senza usare la forza, il personale in servizio in quel momento è riuscito a sciogliere il gruppo. I detenuti sono poi stati trasferiti nelle celle d’isolamento per essere sottoposti al consiglio di disciplina. Per tutta risposta, nelle rispettive stanze hanno distrutto coperte, lenzuola e arredi, minacciando i loro controllori. Da qui la decisione finale di trasferirli in vari istituti della regione nel primo pomeriggio di ieri, fra Trani, Turi e Foggia, in modo da dividerli e soffocare nuove ribellioni.

lecceprima.it