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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/04/2015  -  stampato il 08/12/2016


Nel nuovo carcere di Uta ci piove dentro: costato 95 milioni di euro

Il nuovo carcere di Uta comincia a fare acqua da tutte le parti. Non è un modo di dire perché il nuovo complesso penitenziario sardo sembra "fare acqua" nel vero senso della parola. A denunciarlo è il deputato e leader sardo di Unidos, Mauro Pili, pubblicando fotografie e un video che sembrano lasciare poco spazio all'immaginazione. In particolare, si vede una stanza con due estintori circondati da carta bagnata e da un recipiente, oltre a una bottiglia d'acqua capovolta che scende dal tetto. E non mancano delle abbastanza chiare macchie proprio sul soffitto, tipiche di infiltrazioni d'acqua.

Pili così denuncia: "Lo scenario che si presenta nella struttura appena aperta costata 95 milioni di euro è qualcosa di surreale. In queste ultime settimane di pioggia la principale occupazione dentro la struttura è stata quella di tamponare l'avanzata delle perdite. È l'ennesima dimostrazione della superficialità con la quale si è operato in occasione dell'apertura del carcere di Uta".

Poi il leader di Unidos continua: "Il Dap l'ha aperta senza alcun tipo di collaudi e soprattutto negando qualsiasi tipo di verifica degli stessi documenti. Ha imposto a tutti gli uffici pubblici l'apposizione della segretezza di atti autorizzativi, compresa la verifica dell'iter di collaudi". E conclude, annunciando anche un'interrogazione parlamentare: "Tutto questo avviene con la vergognosa copertura della situazione da parte della direzione dello stesso

carcere, che continua a stare in silenzio su quanto sta avvenendo e anzi a negare l'evidenza di queste immagini".

Da ricordare che il carcere di Uta attualmente a regime, ospiterà - assieme al carcere di Sassari -tutti i detenuti del 41 Bis, attualmente dislocati su tutto il territorio italiano. La proposta di concentrare i detenuti a regime speciale nelle due carceri fa discutere e va a scontrarsi con le parole del dottor Roberto Piscitello - direttore generale dei detenuti e del trattamento presso il Dap -ascoltato il giungono scorso dalla Commissione straordinaria dei diritti umani presieduta dal senatore Luigi Manconi.

Così Piscitello disse durante l'audizione: "Nell'assegnazione della misura si evita l'assembramento in pochi istituti di soggetti che facciano parte della medesima associazione o di organizzazioni fra loro contrapposte. E si evita che soggetti di grande spessore criminale siano ristretti nello stesso istituto. I soggetti in 41 bis sono detenuti rigorosamente in celle singole. Come tutti i detenuti hanno diritto a colloqui e momenti socialità con altri detenuti, in gruppi non superiori a quattro". Alla notizia dell'imminente trasferimento dei detenuti sottoposti al regime duro, ha alzato la voce sempre il deputato Mauro Pilli: "La commissione antimafia deve occuparsi immediatamente dello scellerato progetto del Dap di trasferire in Sardegna oltre 200 capimafia".

Il Garantista