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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/04/2015  -  stampato il 02/12/2016


Sorveglianza ai Tribunali: dalla Polizia Penitenziaria, alle guardie giurate, fino ad arrivare ai "portieri"

Ieri Claudio Giardiello è entrato nel palazzo di Giustizia con un tesserino falso per non passare attraverso i metal detector e ha messo in atto la sua vendetta. «Di queste vittime, adesso, chi è il responsabile? - chiede Vincenzo Del Vicario, presidente del Savip, il sindacato della vigilanza privata - Chi è deputato a fare le gare d’appalto per assegnare l’onere della sicurezza in luoghi tanto sensibili è un esperto o si pensa solo alla politica del ribasso? Dalla Polizia Penitenziaria il controllo è passato alle guardie giurate armate e da queste al personale OTS, operatori tecnici di sicurezza, senza neppure una pistola. D’altronde una guardia giurata costa a 21 euro, un operatore tecnico 10. I portieri dovrebbero limitarsi a fare assistenza al pubblico, nient’altro».

Sugli appalti a basso costo si è espressa anche Maria Cristina Urbano, presidente dell’Assiv, Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari: «L’azienda che ha l'appalto della vigilanza privata al Tribunale di Milano è la All System, una grande e seria azienda che opera nel nord Italia, fondamentalmente Milano e Torino, molto quotata sul mercato. La sicurezza privata nei Tribunali funziona tramite appalto che viene bandito dal proprietario dell'immobile, di solito sono i Comuni. Le gare spesso vanno al massimo ribasso e la massima attenzione al prezzo di aggiudicazione non facilita non dico la qualità ma la quantità delle persone che servirebbero. C’è un forte bisogno di risparmiare che coinvolge anche questo settore».

«Portieri senza armi a sorveglianza del palazzo di giustizia milanese». Mario Ricci, presidente del sindacato indipendente degli agenti di polizia privata Sia-Confsal torna con forza a denunciare la grave situazione relativa ai servizi di vigilanza al Tribunale del capoluogo lombardo già denunciata con un esposto nel novembre del 2013.

«Semplici portieri, senza possibilità di difendersi, sono i tutori della sicurezza di un presidio sensibile come quello in cui a dicembre del 2013 si tenne il processo relativo alle trattative Stato-Mafia che ha visto la presenza anche di Giovanni Brusca - spiega Ricci -. Personale diverso dalle guardie giurate viene impiegato al controllo degli accessi con metal detector e agli altri varchi, compresi quelli riservati al personale amministrativo, agli avvocati e ai magistrati da cui si accede subordinatamente all’identificazione personale con idonei documenti di riconoscimento. Senza armi vigilano come possono negli orari più disparati, anche quando il palazzo di giustizia non è aperto al pubblico, quindi durante l’orario notturno. Tutto ciò in aperta violazione di legge, dal momento che il Ministero dell’Interno, in particolare con il decreto Maroni, ha ben precisato che la vigilanza di obiettivi sensibili come il palazzo di giustizia deve essere affidata a guardie giurate armate, qualora non vi provvedano direttamente le forze dell’ordine».

Dall’esposto prima e dalla denuncia penale che ne è seguita nulla è però stato fatto, fino alla strage di ieri mattina. E il sindacato Sia-Confsal è rimasto un profeta purtroppo inascolato. «Quando - continua a raccontare Ricci - mi sono recato personalmente a Milano per sapere dove fosse finito il mio esposto presentato al Comune, alla Corte d’Appello, alla Procura della Repubblica, al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, il sostituto procuratore sul corridoio mi ha risposto che era stato archiviato perché non c’era rilevanza penale ma solo rilievi amministrativi. Dentro il Tribunale fino ad oggi si è violata la legge».

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