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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/04/2015  -  stampato il 02/12/2016


La Procura blocca il collaudo e la consegna dei lavori di un’’ala del carcere di Montacuto

Due sezioni di Montacuto bloccate perché nel mirino della Procura. Inchiesta nazionale blocca il collaudo e la consegna dei lavori di un'ala del carcere di Montacuto, conseguenze durissime per l'intero sistema penitenziario regionale.

La ditta che ha effettuato i lavori, di ristrutturazione di due sezioni del penitenziario dorico sarebbe finita dentro un'indagine coordinata dalla magistratura romana. L'inchiesta non riguarderebbe direttamente l'appalto per le opere del carcere di Ancona, ma essendo finita nel mirino per alcune accuse piuttosto pesanti, pure il cantiere nelle Marche ne ha risentito.

Morale della favola, le due sezioni interessate dai lavori sono pronte per essere con segnate, dopo un ottimo intervento di restauro, ma l'iter è fermo e bloccato da più di sei mesi. Mancano le ultime rifiniture e il certificato di consegna dei lavori che darebbe accesso al collaudo finale e, di conseguenza, all'inaugurazione dei nuovi spazi. Insomma, un'intera ala del carcere di Montacuto, seppure ristrutturata e in piena efficienza, è ancora sotto sequestro per decisione della magistratura in merito a irregolarità negli appalti.

Intanto altre due sezioni del penitenziario, messe a rischio dalle infiltrazioni d'acqua dal vano docce, sono state chiuse. In definitiva, su sei sezioni, quattro sono al momento inagibili. Tradotto, significa che circa 200 detenuti sono stati spostati altrove, in altri istituti regionali e fuori regione, provocando una sorta di pericoloso effetto domino: "I detenuti soffrono questa situazione - attacca duramente il garante per i detenuti, Italo Tanoni - sballottati a destra e sinistra, così i rapporti familiari sono più complessi.

Ma, soprattutto, ci sono delie carceri che stanno esplodendo a causa di Montacuto. Pesaro e Fossombrone, ad esempio, rischiano il collasso. Per non parlare di Camerino, dove in una cella per sei vivono ii doppio dei detenuti, e Fermo. Sullo stop dei lavori a Montacuto ho reso edotto della vicenda lo stesso ministro Orlando e il 15 aprile sarò a Roma per incontrare i vertici dell'amministrazione penitenziaria.. Si parlerà di edilizia carceraria e il caso Montacuto sarà in cima alla lista. L'inchiesta della procura, blocca lo svolgimento dell'appalto e quei locali, nuovi di zecca, moderni, accoglienti, stanno marcendo".

Promette battaglia anche il segretario nazionale del Sindacato degli agenti penitenziari Sappe, Donato Capece: "A metà maggio sarò a Montacuto per controllare lo stato dei lavori e la. situazione generale - dice Capece - Tuttavia, lunedì chiederò lumi su cosa sta accadendo ad Ancona, sui ritardi e sui futuro dell'istituto. Di questo caso dovranno occuparsene un pò tutti".

Scarso ottimismo sul futuro del carcere dorico arriva dalla responsabile regionale dell'amministrazione carceraria Emanuela Ceresani.

"Sulla parte di competenza del Provveditorato alle Opere Pubbliche - spiega riferendosi alla competenza dei cantieri che rientravano nel Piano Carceri - non so dirle, posso però affermare die per i lavori che riguardano la nostra competenza, i tempi si preannunciano lunghi. Siamo ancora all'affidamento dei lavori con gara d'appalto. Le procedure sono complesse purtroppo. Una parte del carcere è stata svuotata a causa delle infiltrazioni d'acqua nelle celle. Cercheremo di limitare i disagi, ma non dipende da noi".

Intanto l'effetto domino sta interessando pure il carcere di Battaglione. Abituato ad ospitare 30-50 detenuti al massimo, oggi 10 aprile ce ne sono 109: "L'amministrazione sta puntando a portare fino a 130 detenuti - precisa Meandro Silvestri del Sappe Marche - ma come si fa senza guardie? Il personale è già carente cosi".

Il Resto del Carlino