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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/04/2015  -  stampato il 04/12/2016


Avvocati in "rivolta" a Napoli, Sappe: gesti inqualificabili, a rimetterci non possono essere i Poliziotti penitenziari

“Trovo inqualificabile quel che è accaduto nel Palazzo di Giustizia di Napoli. Nulla può giustificare quel che si è visto, con agenti di Polizia Penitenziaria strattonati e feriti mentre assicuravano la sicurezza ai varchi di accesso del palazzo. A loro e agli altri feriti va la nostra solidarietà, ma fatti del genere vanno stigmatizzati con fermezza. Certo, è singolare che dopo gli allarmismi per quel che di tragico è accaduto a Milano, nel Palazzo di Giustizia, ci si lamenti poi per i controlli di prevenzione adottati a Napoli”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.

“Io non so se il numero dei metal detector nel Palazzo di Giustizia di Napoli sia o meno sufficiente - prosegue -. Credo però che le Forze di Polizia debbano essere messe in condizione di svolgere il loro importante e delicato lavoro anche avvalendosi di apparati tecnologici all’avanguardia. Ma va detto con fermezza che la sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli indiscriminati e ingiustificati. La realtà, invece, è che con sei miliardi di tagli che i vari governi Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno operato dal 2008 ad oggi, i cittadini sono meno sicuri perché ci sono meno poliziotti a controllare le loro case e i quartieri, meno poliziotti penitenziari nelle carceri a fronte di un numero di detenuti che sta tornado ad aumentare, esauriti gli effetti ‘taumaturgici’ della sentenza Cedu - Torreggiani, meno forestali contro le agromafie e le ecomafie per la tutela dell’ambiente, meno vigili del fuoco a difenderci da disastri e calamità, a garantire sicurezza e soccorso pubblico. E la consistenza dei tagli al Comparto Sicurezza - conclude Capece - vuole anche dire meno investimenti per garantire la sicurezza sociale dei cittadini”.

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