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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/04/2015  -  stampato il 08/12/2016


Stop ai nuovi padiglioni detentivi di Bologna e Ferrara: prevista la chiusura delle carceri con meno di 100 detenuti

Stop al progetto per i nuovi padiglioni nelle carceri di Bologna e Ferrara, mentre verranno portati a termine i lavori di ampliamento del penitenziario di Parma, già in corso. E proprio Parma continuerà ad ospitare detenuti in regime di 41bis, mentre Ravenna è l’unica struttura sul territorio regionale che potrebbe essere coinvolta dal piano a medio-lungo termine di chiusura degli istituti con meno di 100 detenuti. Sono queste le principali novità che riguardano l'Emilia-Romagna emerse nel corso dell’incontro tra i vertici del sistema penitenziario nazionale e i Garanti regionali dei detenuti, tra cui la Garante delle persone private della libertà personale dell’Emilia-Romagna, Desi Bruno. 

 Durante l’incontro a Roma è stato inoltre discusso il progetto di ristrutturazione e di riorganizzazione del Dap e delle principali modifiche che riguarderanno il sistema penitenziario italiano. 

«In Italia il numero di strutture penitenziarie è esorbitante - ha detto Bruno - in Emilia-Romagna è la casa circondariale di Ravenna che potrebbe essere interessata a medio termine da queste dimissioni». Il Dap sta inoltre valutando anche come concludere il piano di edilizia penitenziaria. «Ciò che è stato costruito, o i cui lavori sono già avviati, verrà utilizzato per non sprecare risorse, e nel nostro territorio è il caso di Parma - ha aggiunto la Garante - mentre i cantieri che devono ancora partire, come Bologna e Ferrara, non verranno realizzati». 

Si è parlato a lungo anche degli Opg, ha spiegato la Garante, "e l’Emilia-Romagna si è rivelata tra i diligenti e quelli in regola, abbiamo rispettato i tempi e fatto il nostro dovere, per questo motivo ho invitato i Garanti di altre Regioni ad intervenire affinchè sui loro territori avvenga lo stesso. Mi sono rivolta in particolare a Piemonte e Veneto, perchè in questo momento stiamo ospitando nelle nostre Rems 45 internati che da lì provengono».

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