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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/04/2015  -  stampato il 10/12/2016


Ex direttore del carcere di Marsala ai domiciliari per falso ideologico

L'ex direttore del carcere di Marsala Nicolò Raimondo è stato condannato a 6 mesi di reclusione, per peculato d'uso e falso ideologico, dal gup Caterina Greco. Assieme all'ex direttore, con rito abbreviato sono stati processati, per peculato e truffa ai danni dello Stato (ipotesi di assenteismo), anche l'ex comandante delle guardie dello stesso carcere, Giuseppe Bellomo, e un ispettore della polizia penitenziaria, Leonardo Giacalone, entrambi di 48 anni. Bellomo e Giacalone sono stati, però, assolti.

Secondo l'accusa, il 19 marzo 2009, i tre imputati lasciarono il carcere di Marsala intorno alle 12.30 per recarsi, con l'auto di servizio (e dunque consumando benzina pagata dallo Stato), a pranzo in un ristorante a circa 11 Km dal centro cittadino, mentre sul registro delle firme del personale fu attestata la presenza in servizio di Bellomo e Giacalone fino alle 14. E ciò, sempre secondo l'accusa, con la complicità dell'ex direttore, che avrebbe, inoltre, falsamente attestato che l'auto era uscita dal penitenziario per "rappresentanza in sede con autorità dirigente". A condurre l'indagine, coordinata dal procuratore Alberto Di Pisa, è stata la sezione di pg della Guardia di finanza della Procura di Marsala.

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L’ex direttore del carcere marsalese Nicolò Raimondo, 62 anni, è stato condannato, per rivelazione di segreto d’ufficio, ad un anno e due mesi di reclusione. Con interdizione dai pubblici uffici per un eguale periodo. Ad emettere la sentenza è stato, ieri, il Tribunale (presidente del collegio giudicante Gioacchino Natoli). Secondo l’accusa, scattata a seguito delle dichiarazioni di un paio di agenti di polizia penitenziaria, l’ex direttore del carcere di piazza Castello avrebbe rivelato ad alcuni detenuti che rischiavano di essere trasferiti altrove. Suggerendo loro, inoltre, come evitare di finire in un penitenziario lontano dalla loro città.

E cioè partecipando a qualcuno dei progetti attuati per favorire il reinserimento dei carcerati nella società. Epoca dei fatti contestati è quello compreso tra il novembre del 2008 e l’inizio del 2009. Nel corso del processo, la difesa (avvocati Stefano Pellegrino e Luigi Pipitone), nel tentativo di smontare l’accusa, ha chiamato a testimoniare tre ex detenuti (i pregiudicati locali Gaspare Dardo, Ignazio Angelo Angileri e Antonino Raia) e un ispettore di polizia penitenziaria. “Il direttore - affermarono i primi tre - non ci rivelò mai che rischiavamo di essere trasferiti in qualche altro carcere. Noi lo sapevamo perché questo accade ogni qualvolta a Marsala si supera il numero di circa quaranta detenuti”. Le prove in mano all’accusa, però, sono state ritenute superiori.

Per un’altra vicenda, il 10 febbraio 2010, il gup Caterina Greco condannò Raimondo a 6 mesi di reclusione per peculato d’uso e falso ideologico.

La Sicilia, 14 giugno 2012