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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/04/2015  -  stampato il 05/12/2016


Sputi insulti e botte alla Poliziotta penitenziaria: la detenuta non poteva aspettare che si asciugasse il pavimento

A pochi giorni dall'episodio del detenuto che ha aggredito tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria per tentare di evitare il trasferimento nel carcere di Monza, il carcere di Bollate torna al centro della cronaca. Una agente di Polizia Penitenziaria è stata aggredita e picchiata da una detenuta romena condannata per furto e con fine pena 2017. La notizia è stata resa nota dal sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria Sappe.

"L'agente aveva chiesto alla detenuta addetta alle pulizie di tornare più tardi per il ritiro di alcuni generi quali bagnoschiuma, sacchetti, visto che il pavimento era bagnato - spiega il segretario generale del Sappe, Donato Capece - ed è stata aggredita: nonostante avesse cercato inizialmente di far ragionare la detenuta circa le sue pretese, ha subito sputi e insulti e poi l'aggressione. E' solo grazie alle altre colleghe, intervenute immediatamente, che si è riusciti a evitare ulteriori complicazioni per l'agente, alla quale sono stati poi prescritti sette giorni di prognosi".

Il sindacato rinnova al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e ai vertici dell'amministrazione
penitenziaria la richiesta "di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere lo spray antiaggressione già assegnato, in fase sperimentale, a polizia di Stato e carabinieri. Sono decine e decine le aggressioni subite da poliziotti penitenziari in carcere dall'inizio dell'anno. Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli agenti?".

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