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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/04/2015  -  stampato il 06/12/2016


Polioziotto Penitenziario sfregiato con una lametta da detenuto in "custodia attenuata" nel carcere di Torino

Un agente della Polizia Penitenziaria aggredito in carcere a Torino. Lo rende noto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. "Ogni giorno è un bollettino di guerra - commenta il Segretario Generale del Sappe Donato Capece. Stamattina un detenuto del Marocco, 32 anni, ristretto per rapina, ha colpito a calci e pugni l'Agente della Polizia Penitenziaria di servizio nel Reparto detentivo. Non contento, lo ha ferito con una lametta alla spalla, al collo e alla testa, causando al poliziotto una copiosa perdita di sangue.

L'Agente è stato condotto in ospedale, ma quel che è accaduto è un fatto gravissimo, che va stigmatizzato con forza. I nostri auguri vanno ovviamente al collega ferito ma il Ministero della Giustizia e l'Amministrazione Penitenziaria non possono tollerare che a Torino i poliziotti siano colpito, aggrediti, feriti da chi crede di poter fare in carcere tutto quel che vuole senza essere punito". Capece sottolinea che il fatto è avvenuto in una sezione detentiva del carcere "a custodia attenuata".

Poi il segretario del Sappe denuncia: "Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità. I numeri dei detenuti in Italia sarà pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti si verificano costantemente, con poliziotti feriti e celle devastate. Il ministro della Giustizia Orlando ed il Capo dell'Amministrazione Penitenziaria Consolo adottino con tempestività urgenti provvedimenti, a cominciare dalla sospensione della vigilanza dinamica delle sezioni detentive, provvedimento che ha favorito e favorisce questa ignobile e ingiustificata violenza facendo stare i detenuti fuori delle celle a non fare nulla tutto il giorno".

Il Sappe torna infine a sollecitare "la dotazione di spray anti aggressioni ai poliziotti penitenziari, ogni giorno vittime di gravi fatti di violenza da parte di una fetta di detenuti che pensano di fare in carcere quel che vogliono. E questo è grave, scandaloso e pericolo. La violenza contro la Polizia Penitenziaria va repressa con la durezza delle leggi".

Il Velino