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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/04/2015  -  stampato il 08/12/2016


Ministero della Giustizia sconfessa il DAP: il carcere di Pordenone si farÓ

Fumata bianca su carcere e nuova sede dei giudici di pace. Cosimo Maria Ferri, sottosegretario del ministero alla Giustizia, ieri a Pordenone per un incontro istituzionale con rappresentanti di Regione, Comune e vertici degli uffici giudiziari, ha confermato la costruzione del penitenziario a San Vito e sostenuto la soluzione ex biblioteca per la sede dei giudici.

«La decisione del ministero – ha detto Ferri – rimane quella di realizzare il carcere a San Vito, non ci sono passi indietro». Parole inequivocabili. Perché, allora, al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) s’è messo il carcere di San Vito tra quelli “superflui”? «Quello del Dap è un documento interno da verificare, sul quale non c’è stata alcuna decisione politica – ha risposto il sottosegretario –. Non ha valenza politica e allo stato non frena le decisioni prese.

La nuova casa circondariale di San Vito era prevista nel Piano carceri. C’è stata la gara. Poi il progetto è passato al ministero delle Infrastrutture, che sta esaminando l’offerta anomala». Sulle criticità del carcere di Pordenone, ieri visitato dallo stesso Ferri, il sottosegretario ha tagliato corto: «L’unica soluzione è realizzare il penitenziario a San Vito. L’interesse è spendere i soldi pubblici nel migliore dei modi, per la sicurezza e la gestione dei detenuti, dei loro familiari e avvocati e degli operatori».

Entro fine maggio il responsabile del Dap, Santi Consolo, visiterà l’ex caserma Dall’Armi di San Vito, luogo scelto per realizzare un penitenziario da 300 posti (stanziati circa 30 milioni di euro). In quell’occasione farà tappa anche al Castello a Pordenone «per rendersi conto e chiarire la situazione», ha detto il sottosegretario. Per eliminare definitivamente i dubbi, insomma, nati da quel «documento interno».

Piace anche l’idea della nuova sede per il giudice di pace, ipotizzata nell’ex biblioteca di piazza della Motta dopo l’accorpamento in città degli uffici di San Vito, Spilimbergo e Maniago. Ferri ha visitato la sede e ha osservato come si trovi in buone condizioni: potrebbe essere pronta all’uso in breve tempo. Non è detto, dunque, che non si utilizzino i 70 mila euro stanziati dal Comune per l’attuale sede del giudice di pace per i primi ritocchi all’ex biblioteca. In attesa di completare il finanziamento per i lavori.

«La decisione politica è di andare avanti sull’ex biblioteca – ha continuato Ferri – e avviare i lavori di ristrutturazione. Ciascuno farà la propria parte. Nei prossimi giorni definiremo le modalità». Si prospetta un accordo Comune-ministero, con la collaborazione della Regione, come ha sottolineato il vicepresidente Sergio Bolzonello.

Soddisfatti degli impegni su carcere e giudice di pace, al tavolo, col sottosegretario e Bolzonello, il sindaco Claudio Pedrotti con gli assessori Moro e Zille, l’assessore provinciale Francesca Cardin, il presidente del tribunale Francesco Pedoja e il procuratore Marco Martani. L’Ordine degli avvocati pordenonese era rappresentato dalla presidente Rosanna Rovere e da Graziella Cantiello e Sara Rizzardo: anche per loro sospiro di sollievo per le conferme sul carcere, viste le «condizioni proibitive» in cui oggi si svolgono gli interrogatori. Plauso di Ferri «all’armonia tra avvocatura e istituzioni per risolvere i problemi del territorio: qui il cittadino ha di fronte un modello che funziona».

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