www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/04/2015  -  stampato il 04/12/2016


Meccanico e calciatore professionista ma venivano pagati anche come poliziotti penitenziari: "solo la punta dell’’iceberg" rivelano gli investigatori

A Ruvo di Puglia, nel quartiere popolare dove vive e lavora, è Mimmo il meccanico. A Padova, fra i raggi del supercarcere Due Palazzi, è invece la guardia D., agente di Polizia Penitenziaria colpito da lombosciatalgia dal luglio dello scorso anno. Tre settimane fa i carabinieri in borghese l’hanno trovato chino sotto un’Opel Zafira, intento a riparare lo sterzo della macchina. Le mani nere, il cric, la tuta da meccanico. Quando gli investigatori sono entrati nella sua officina fingendosi clienti, Mimmo ha grugnito come fa chi è impegnato in uno sforzo. «Inequivocabile la sua attività», hanno sottoscritto. Come confermano i vicini di casa: «Mimmo è l’unico meccanico della zona». A Ruvo di Puglia nessuno sa infatti che è un agente in servizio a Padova, stipendiato e malato.

Il calciatore

Così va a Ruvo. Ma lo stesso succede in un paesino del Padovano, dove un’altra guardia carceraria del Due Palazzi si è messa in malattia per gli stessi problemi alle gambe. Anche lui a casa da mesi. Nel corso dei quali gli inquirenti, alle prese con la desolante realtà del supercarcere, hanno trovato il modo di sorridere. É successo quando l’hanno visto su un campo di calcio. Scattava, correva, ripartiva, tirava. Non era una partita fra scapoli e ammogliati. No, campionato di Promozione. Allenamenti, partita domenicale, agonismo. Una cosa seria, insomma, seppure dilettantistica.

Gli indagati

Ma Mimmo e il collega non sono gli unici casi di falsi malati del penitenziario di massima sicurezza veneto. Il pm Sergio Dini, che sulla vicenda ha aperto un’inchiesta, al momento ne ha iscritti dodici e nello stesso fascicolo ha infilato anche i nomi di cinque medici. Sono i dottori compiacenti, che hanno certificato l’«epidemia» del Due Palazzi. Gli inquirenti hanno fatto due conti: dal 2012 le guardie indagate hanno fatto mediamente 70 giorni all’anno di assenza per patologie fantasma. Centinaia i certificati sequestrati, distribuiti nel corso dell’anno con una densità particolare su alcune date: 8 e 23 dicembre, periodo Pasquale, intorno di Ferragosto. Molto gettonati anche i sabati e i lunedì. «Chiaro, il ponte è sacro», ironizza l’investigatore. «Stiamo parlando della punta di un iceberg. Questo è certamente un fenomeno molto diffuso e non solo nel carcere di Padova... e poi si lamentano perché ci sono pochi agenti rispetto ai detenuti».

Il trasferito

Caso estremo è quello di un agente trasferito a Tolmezzo, verso il confine di Nord Est. Una scelta che il soggetto in questione non ha gradito. Al punto che nel carcere del piccolo centro della provincia di Udine la guardia non è si mai vista. Il suo medico gli ha coperto l’intero periodo con una serie di certificati rinnovati puntualmente ad ogni scadenza. Talvolta non serviva nemmeno andare in ambulatorio. Tutto al telefono, intercettato. «Buongiorno dottore, sono scoperto per due giorni, può farmi fa un certificato?». «Cosa metto?». «Lombosciatalgia».

corriere.it