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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/05/2015  -  stampato il 03/12/2016


Corte dei Conti indaga Dirigente del DAP: quasi due milioni di euro di danno erariale

Un progetto fantasma dal costo salato. Due milioni di euro è la cifra finanziata nel 2000 per la realizzazione di un sistema informatico presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Ma, nonostante i quindici anni di attesa, i frutti della spesa non sono mai sbocciati perché dell’opera si sono perse le tracce. Ora, secondo la procura della Corte dei Conti, il responsabile dell’assenza di risultati è l’ex direttore dell’ufficio Sia del ministero di Giustizia, Fernando Mulas, indagato con l’accusa di danno erariale.

La storia

Qualora dovesse essere condannato, il funzionario dovrà pagare due milioni di euro, che è l’equivalente della somma stanziata per la realizzazione del programma. È l’inizio del 2000 quando viene decisa l’informatizzazione nel settore del Dap che cura l’esecuzione penale esterna. Il progetto prevede l’automatizzazione del Centro servizi sociali per adulti. L’appalto per la realizzazione del programma viene affidato alla società Finsiel con la stipula di una contratto siglato nel dicembre del 2000. Tre anni dopo viene visionato il primo prototipo, ritenuto tuttavia inadeguato e incompleto dalla commissione esaminatrice. L’anno successo il modello viene modificato ma il risultato rimane lo stesso: bocciatura. Da allora non è mai stato effettuato nessun collaudo e l’evoluzione del progetto è un mistero.

L’accusa

Secondo i pm della corte dei conti, Mulas, il firmatario del contratto e pertanto responsabile del procedimento, sarebbe colpevole di aver gestito in modo inadeguato l’iter della realizzazione dell’opera. In particolare, non avrebbe considerato con la dovuta attenzione le perplessità manifestate dagli organi di controllo del Dap sull’evoluzione dei lavori. Tra le colpe individuate dalla procura, c’è anche la decisione di Mulas di nominarsi presidente della commissione che avrebbe dovuto svolgere il collaudo definitivo, ponendosi cosi in conflitto d’interesse. Va sottolineato che il collaudo non è mai stato effettuato perché il progetto sarebbe stato riposto in un cassetto da diverso tempo.

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