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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/05/2015  -  stampato il 06/12/2016


Nove Poliziotti penitenziari di Taranto al pronto soccorso, due con fratture per aggressione di un detenuto

Ancora un aggressione da parte di un detenuto con seri problemi psichiatrici a personale civile e di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Taranto e che avrebbe potuto avere un bilancio assai drammatico.

A renderlo noto Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria).

I fatti secondo il Sindacato degli agenti penitenziari: nella tarda mattinata di ieri un detenuto italiano di quarant’anni circa, giudicabile per reati contro il patrimonio, affetto da seri problemi psichiatrici, mentre era a colloquio con una operatrice sociale avrebbe tirato fuori all’improvviso un frammento di vetro di uno specchietto e le si sarebbe scagliato contro, procurandole un taglio al volto.

Immediatamente l’agente che era in servizio era intervenuto, cercando di bloccare il detenuto gettandolo per terra e contemporaneamente aveva lanciato l’allarme.

Subito sono intervenuti altri agenti che hanno cercato di immobilizzare il detenuto che come un indemoniato scalciava e si dimenava violentemente. Alla fine, gli agenti penitenziari sono riusciti a riportare la calma e sedare il detenuto.

Tuttavia, il bilancio è stato molto grave poiché nove agenti (e non sette come riferito in un primo mento) sono stati accompagnati presso il pronto soccorso dell’ospedale civile per curare contusioni, graffi, ematomi vari, senza considerare i danni riportati dagli operatori civili.

In particolare, due agenti hanno riportato fratture alle braccia, mentre all'educatrice sono stati praticati 4 punti di sutura al volto con prognosi tra i 10 e i 20 giorni. L'aggressore è stato ricoverato nel reparto psichiatrico del nosocomio cittadino in attesa delle determinazioni del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. 

Anche in questo caso si tratta di una tragedia annunciata poiché da mesi il Sappe, sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, «anche attraverso i mass-media ha denunciato la grave situazione presente nel carcere di Taranto e più in generale nella regione Puglia».

«A Foggia per esempio tre aggressioni ad agenti in pochi giorni, a Bari non si contano più i poliziotti medicati presso il pronto soccorso a seguito di aggressione da parte di detenuti con problemi psichiatrici e si potrebbe continuare con Lecce etc. Purtroppo la chiusura degli ospedali psichiatrici sta facendo riversare in molte carceri i detenuti affetti da seri problemi psichiatrici, senza che ci siano i mezzi e le strutture per far fronte a ciò. In tante carceri della regione i pazzi, per mancanza di posti attrezzati, vengono alloggiati insieme ai detenuti comuni con conseguenze che potrebbero diventare devastanti per tutti».

Il Sappe ha anche richiesto più attenzione da parte della regione Puglia alle carenze del servizio sanitario e più in particolare psichiatrico nelle carceri pugliesi senza mai ottenere alcun riscontro. Infatti nessuna assistenza specializzata e continua per i tanti pazzi che affollano le carceri pugliesi che sono affidati ai poliziotti penitenziari che da soli nelle sezioni detentive devono far fronte a tale gravosa incombenza.

La legge di chiusura degli Opg prevedeva l’apertura di Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) ma a tutt’oggi nella regione Puglia se ne è persa ogni traccia».
Evidenzia ancora il sindacato degli agenti di Polizia Penitenziaria: «Quella per esempio pensata all’interno del carcere di Lecce oltrechè essere inadeguata e non sicura non si sa quando potrà entrare in funzione, mentre quelle esterne che fine hanno fatto?». 

Il sindacato reincara la dose: «Ancora una volta si nasconde sotto il tappeto una questione che nessuno a partire dal governo Renzi, dal Ministro della Giustizia Orlando, da Presidente Vendola interessa poiché di difficile soluzione e, cosa ancora più importante, non porta alcun consenso elettorale».

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