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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/05/2015  -  stampato il 05/12/2016


Telefonini autorizzati ad entrare nel carcere di Savona e altri problemi sollevati dal Sappe: direttore e comandante non rispondono

Un carcere poco sicuro con agenti-donna della penitenziaria impiegate nel servizio di ronda tra le celle, e i colleghi maschi invece piazzati in portineria. Con i telefonini cellulari del personale civile dell'amministrazione che vengono autorizzati ad essere portati all'interno della struttura. E inoltre l'eliminazione, "negli ultimi tempi" del personale addetto alla vigilanza del "passeggio" e dei colloqui dei detenuti. Oltre alla carenza cronica di personale e all'assegnazione di mansioni e incarichi tra il personale "che per motivi di privacy e sicurezza non potrebbero accedere ad una determinata documentazione".

"Sono mancanze molto gravi che mettono a repentaglio la sicurezza di tutto l'istituto a partire dal personale di Polizia Penitenziaria fino a riguardare i visitatori esterni" è quanto segnala il Sappe, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria.

"La situazione va sempre più degenerando". È lo scenario che ha delineato Vincenzo Coletto, segretario provinciale del Sappe in una lettera dello scorso 11 maggio al direttore del carcere Sant'Agostino di piazza Monticello, Paola Penco, in cui viene contestata l'organizzazione interna. Non solo della vigilanza. "Cambi turni improvvisi e spesso inconcepibili", dicono i sindacati. Un clima di tensione è quello che si respira all'interno del Sant'Agostino, dove ieri la direttrice Penco raggiunta al telefono non ha voluto commentare per via della sua assenza da Savona per motivi familiari. Anche il comandante della Polizia Penitenziaria in piazza Monti-cello, Andrea Tonellotto, che con la Penco è in servizio anche a Chiavari, ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. Intanto il personale ieri ha sollevato anche il caso della difficile gestione di detenuti in isolamento con sospetta tbc.

La Stampa