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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/05/2015  -  stampato il 09/12/2016


Attacchi hacker ai siti SAPPE: un arrestato a Livorno e altri indagati per gli attacchi informatici a siti istituzionali

Un arresto e alcune perquisizioni sono state effettuate questa mattina a Livorno nell'ambito dell'operazione antihackeraggio coordinata dalla procura di Roma nei confronti di un'organizzazione ritenuta responsabile di attacchi contro sistemi informatici di infrastrutture nazionali e siti istituzionali. L'operazione ha riguardato 3 regioni, tra cui la Toscana. Interventi della polizia anche a Pisa. 

L'uomo arrestato a Livorno se non è il capo di Anonymus in Italia poco ci manca, secondo quanto si apprende in ambienti investigativi. Il giovane, 31 anni, portuale, abita nella zona di Collesalvetti (Livorno) ed è stato bloccato grazie anche alla collaborazione dei poliziotti del commissariato Porto. Quando gli agenti sono arrivati a casa sua ha 'opposto resistenza' e lo ha fatto alla sua maniera, cercando di spegnere il computer criptato dal quale coordinava gli attacchi hacker condotti anche da altre persone. Il suo, secondo gli investigatori, è un ruolo apicale nell'organizzazione criminale e quando i poliziotti hanno bussato alla sua porta si è chiuso nel mutismo più assoluto: gli agenti hanno fatto però in tempo a salvare i dati criptati e a sequestrare il suo computer prima che riuscisse a spegnerlo rendendo complicatissimo poi il lavoro per accedere ai dati conservati nell'hard disk.

L'organizzazione di hacker colpita dalle forze dell'ordine nel tempo ha attaccato i sistemi informatici di importanti istituzioni ed infrastrutture critiche quali Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, i Ministeri dell'Interno, della Giustizia, della Salute, dello Sviluppo Economico, la Procura della Repubblica ed il Tribunale di Torino (campagna NO TAV), la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, le Regioni Veneto, Calabria, Piemonte, Equitalia, i sindacati di Polizia Coisp e Siulp e della Polizia Penitenziaria Sappe ed Osapp, ENI e Enel.

Recentemente, poi, il gruppo, che aveva diretto la propria attenzione ai sistemi informatici di EXPO 2015 fiancheggiando "virtualmente" i violenti scontri dello scorso 1 maggio e ieri, infine, i soggetti si sono resi responsabili di attacchi ai sistemi della Difesa, pubblicando dati sensibili trafugati dai siti istituzionali di quel Dicastero nell'ambito della campagna Antimilitarist.

E' di due arrestati e tre denunciati il bilancio dell'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte della Procura della Repubblica di Roma e condotta dagli investigatori specializzati del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nei confronti di due italiani: un livornese di 31 anni e un 27enne originario della provincia di Sondrio, vere e proprie "star" del mondo underground, noti rispettivamente con i nickname aken e otherwise.

Denunciati inoltre un 36enne originario della provincia di Torino (nickname h[a]te) e due giovani originari della provincia di Livorno, un 27enne e un 31enne. A loro carico, nel corso dell'indagine, sono stati acquisiti - sostiene la polizia - "concreti e inequivocabili elementi probatori che hanno permesso di ricostruire un complesso scenario criminale in cui gli indagati erano soliti muoversi per portare a termine ripetuti attacchi informatici ai sistemi di numerose amministrazioni pubbliche ed aziende private, dalle quali venivano illecitamente carpite credenziali di autenticazione (userid e password) ed altre informazioni sensibili, successivamente pubblicate sul web, attraverso veri propri canali social noti nell'ambiente".

ANSA