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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/05/2015  -  stampato il 04/12/2016


Detenuto si reca all'ora d'aria, ma prima aggredisce due Poliziotti penitenziari a Torino

Nuova aggressione (l'ottava dall'inizio dell'anno) - nel pomeriggio a Torino - ai danni di due agenti penitenziari in servizio. Un detenuto ha dapprima molestato i due, per poi aggredirli. A confermare l'accaduto è stato il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria che ha preannunciato una "mobilitazione regionale dei Baschi Azzurri del Piemonte per le tensioni costanti che si registrano nelle carceri".

Secondo la versione fornita da Donato Capece, segretario generale del Sappe, "Un detenuto italiano, S.A., ristretto presso la VI Sezione incolumi del Padiglione detentivo C del carcere, mentre si recava nel cortile per l’ora d’aria ha improvvisamente dato in escandescenza e colpito i due poliziotti di servizio, a cui va la nostra solidarietà, che sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, dove tuttora si trovano”. Il sindacato esprime solidarietà ai colleghi, e chiede chiarimenti sulle cause della violenza: "Non si capiscono i motivi e le ragioni di questa violenza, ma certo il SAPPE non intende restare con le mani in mano a fronte delle continue criticità delle carceri del Piemonte.

Non più tardi di quattro giorni fa denunciamo come ogni giorno nelle carceri piemontesi un detenuto si lesiona il corpo ingerendo chiodi, pile, lamette, o procurandosi tagli sul corpo. E, ogni settimana, un ristretto del Piemonte tenta il suicidio, salvato in tempo dal tempestivo intervento delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Nei dodici mesi del 2014, tanto per dare qualche numero, in Piemonte abbiamo contato 58 tentati suicidi, 423 episodi di autolesionismo, 183 colluttazioni e 31 ferimenti”.

Nel 2014 sono state numerose le aggressioni in Piemonte ai danni degli agenti penitenziari: 17 colluttazioni ad Asti, 43 a Ivrea, 34 a Vercelli, 2 a Verbania, 5 a Torino, 25 a Saluzzo, 17 a Novara, 4 a Fossano, 20 a Biella, 6 ad Alessandria S. Michele, 5 ad Alba e a Cuneo. Capece - in conclusione si chiede come "sia possibile continuare a lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri piemontesi e del Paese tutto".

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