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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/05/2015  -  stampato il 08/12/2016


Processo Borsellino, falso pentito Scarantino: vennero in carcere a Pianosa a dirmi cosa dire

E' ripreso oggi giovedì 28 maggio 2015, alle ore 9, presso l'aula bunker di Caltanissetta, il processo Borsellino quater, nel quale i pubblici ministeri di Caltanissetta Sergio Lari, Stefano Luciani e Gabriele Paci, indagano sulla morte del giudice Paolo Borsellino, ucciso nella strage di via d’Amelio il 19 luglio 1992 insieme agli agenti della scorta. 

Si procede con l'esame dell'imputato Vincenzo Scarantino: “Quando mi trovavo al carcere di Pianosa vennero Arnaldo La Barbera, un comandante della Polizia Penitenziaria ed un altra persona che non conoscevo. La Barbera me lo presenta come uno ‘importante’, un amico. Sicuro era più in alto di lui”.

E’ ricominciato così, questa mattina, l’esame del falso pentito Vincenzo Scarantino, imputato al processo Borsellino quater. Rispondendo alle domande dei pm nisseni Paci e Luciani, Scarantino ha ribadito quanto detto durante la trasmissione di Michele Santoro, Servizio Pubblico, nel gennaio 2014. Durante quell’intervista, alla domanda circa la presenza di agenti dei servizi segreti, rispose che in un'occasione il questore Arnaldo La Barbera si presentò in carcere con uno sconosciuto che indicò come un "personaggio importante", ma di non sapere se fosse dei "servizi".

Ed oggi ha confermato: “C’era questo uomo con i capelli castani. Era la prima volta che lo vedevo. Erano venuti davanti alla cella dove io ero in isolamento. Questa persona mi dice di stare tranquillo, di fare quello che il dottor La Barbera mi diceva. Era in borghese ma capì che era più importante di La Barbera. Quel che è certo è che dopo Pianosa non l’ho rivisto più”.

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