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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/05/2015  -  stampato il 05/12/2016


Processo Agenti corrotti a Padova: chiesti 14 anni per il capo della banda

È ormai alla resa dei conti l’inchiesta sul carcere Due Palazzi, un colabrodo dove entrava di tutto, dalla droga ai telefonini, bastava pagare. Davanti al gup padovano Domenica Gambardella, una lunga requisitoria ancora non conclusa, poi pubblico ministero padovano Sergio Dini ha formulato le prime richieste di condanna per due poliziotti del carcere Due Palazzi, finiti in manette all’alba dell’8 luglio 2014 con altri quattro colleghi, mentre nei mesi successivi l’indagine si è allargata tanto da coinvolgere ben 31 persone (tra detenuti e loro familiari di detenuti oltre a qualche spacciatore, tutti caduti nella rete degli investigatori in stato di libertà).

Il sostituto procuratore Dini ha chiesto 14 anni e 7 mesi di condanna per l’assistente capo Pietro Rega, 48 anni originario di Mariglianella (Napoli), residente a Mirano nel Veneziano, “il grande capo” lo chiamavano i colleghi, considerato il boss degli agenti perché era il responsabile della sicurezza nel quinto piano della struttura carceraria, trasformata in un supermarket dello spaccio, di cellulari e sim card. Richieste non lievi (5 anni e 10 mesi) per il collega Roberto Di Profio, 46 anni, originario di Chieti e residente ad Abano; per l’avvocato rodigino Michela Maragon, 51 anni di Porto Viro (4 anni), accusata di aver pagato in due occasioni 500 euro per rifornire di droga i suoi clienti; per Giuseppe Acquavella, un detenuto (3 anni e 6 mesi): i quattro avevano chiesto e ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato, rito che prevede lo sconto di un terzo della pena.

Il prossimo 15 giugno il pm completerà le richieste nei confronti di altri tre imputati, sempre giudicati con rito abbreviato: l’agente Giandonato Laterza, 32 anni di Matera domiciliato a Piazzola sul Brenta, soprannominato “bambolotto”, e altri due detenuti, Mohamed Es Soukti e Charf Ed Dine Ez Zayani. Il 15 giugno saranno pure definite sei istanze di patteggiamento, altro rito alternativo che prevede il beneficio dello sconto e che ha già ottenuto il parere favorevole della pubblica accusa: quelle degli agenti di Polizia Penitenziaria Luca Bellino, 39 anni, originario di San Paolo di Civitate, residente a Padova, detto u’cafone (4 anni e 9 mesi) e Angelo Raffaele Telesca, 37 anni, toscano, residente ad Albignasego, per tutti “Condor” (4 anni e 6 mesi); del tunisino Karim Ayari (3 anni); dei detenuti Mohamed El Ins (3 anni), Antonino Fiocco (1 anno e 10 mesi) e Fabio Zanni (1 anno e 10 mesi). E gli altri 18 imputati, reclusi, parenti o fornitori di stupefacenti? Di fronte alla richiesta presentata dal pm di mandarli a processo, non hanno avanzato nessuna richiesta. Così il 15 giugno, il gup potrà spedirli a processo o decidere il loro proscioglimento (assai improbabile). 

C’era un sesto agente penitenziario coinvolto, Luca Giordano, chiamato “il poeta”: l’11 agosto 2014 si è suicidato all’interno dell'alloggio di servizio in cui si trovava agli arresti domiciliari.

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Primi patteggiamenti per cinque Poliziotti penitenziari di Padova