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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/05/2015  -  stampato il 06/12/2016


Beccato dagli agenti penitenziari con il telefonino mentre chiamava dal carcere: denunciato detenuto di Velletri

Nel carcere di Velletri un detenuto è stato sorpreso in cella da gli uomini della Polizia Penitenziaria mentre stava telefonando con un cellulare. Ne da notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri. «È il terzo episodio a distanza di un mese dal rinvenimento di altri due telefoni cellulari in altrettante celle del carcere. Credo che l?Amministrazione non possa continuare a rimanere insensibile a tutto ciò, e dia in uso ai Reparti di Polizia Penitenziari adeguati strumenti di ?schermatura? che impediscano l?ingresso e l?uso dei telefonini in carcere». Lo dichiara il segretario generale del Sappe Donato Capece. 

Maurizio Somma, segretario nazionale Sappe per il Lazio, sottolinea che «lo scorso 30 aprile i detenuti presenti a Velletri erano 519, ben oltre la capienza regolamentare di circa 400 posti letto. Lo stesso giorno, lo scorso anno 2014, erano 607 i ristretti in carcere, per cui l?impatto delle varie leggi "svuota carceri" a Velletri ha inciso poco». «Il terzo telefono cellulare trovato in carcere a Velletri in poco tempo ed altri casi in altri penitenziari italiani dovrebbero seriamente far riflettere la nostra Amministrazione sulla vulnerabilità del nostro sistema penitenziario — ha concluso Capece —. Parlo di schermare gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari». 

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